| pagina 1 - EDITORIALE | |||
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| Tagliare ai poveri, mantenere ai ricchi | |||
| di Michele Guccione - e-mail | |||
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La riforma sanitaria entrerà in vigore a settembre, ma già ora le persone stanno subendo le conseguenze dei tagli alla spesa. Eppure il servizio sanitario pubblico continua a costare tantissimo senza rendere prestazioni adeguate. Alcuni esempi. Gli ospedali pubblici non accolgono più richieste di analisi dall'esterno: così una risonanza magnetica viene eseguita solo a pazienti ricoverati. Al "Civico" di Palermo i tempi medi d'attesa sono di dieci giorni, con un costo medio di degenza di 800 euro al giorno. Per spostarsi fra un padiglione e l'altro serve l'ambulanza. Al Civico, per tagliare i costi, hanno ridotto gli autisti: le ambulanze disponibili sono in media due. Se nel giorno fissato per l'esame manca un autista e l'altra ambulanza è richiesta dal pronto soccorso, salta il turno e occorre attendere altri dieci giorni. In questa situazione tutti si rivolgono ai centri privati, che a loro volta si sono intasati e hanno liste d'attesa fino a un mese. Se alla gente non resta che rivolgersi ai laboratori d'analisi privati, a questi sono stati ridotti i budget mensili. Esaurito il budget, chi è esente paga. Si tratta per lo più di anziani e povera gente. I laboratori fanno quello che possono e creano liste d'attesa: non più di 30 esenti al giorno, chi resta fuori riprovi il mese entrante. Pazienti affetti da patologie gravi, ad esempio, si sono visti rinviare di un mese. Nella logica del budget di spesa, poi, sono state fatte rientrare anche patologie non prevedibili o non programmabili, come i tumori. La chemioterapia è la principale voce di spesa per prestazioni rese fuori dalla Sicilia, eppure il primo taglio è stato per i farmaci della chemio. Leggiamo sui quotidiani che pazienti programmati per il trattamento vengono rimandati indietro perché mancano i soldi per comprare le fiale per la chemioterapia. Evidentemente il lodevole tentativo di razionalizzare la spesa sanitaria deve essere ancora perfezionato. Apprezziamo che si sia iniziato un percorso virtuoso. Ma tagliare non deve tradursi nel ridurre le prestazioni a chi ne ha bisogno e non ha alternative. Altrimenti si finisce col diventare dei Robin Hood al contrario: tagliare ai poveri per mantenere ai ricchi. |
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