| pagina 1 - EDITORIALE | |||
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| L'ottimismo deve prevalere sulla disperazione | |||
| di Michele Guccione - e-mail | |||
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Al rientro dalle ferie troviamo una situazione peggiore di quella che avevamo lasciato. Le città sono cosparse di rifiuti, le amministrazioni pubbliche faticano a fare funzionare i servizi essenziali, la sanità impegnata fra tagli e nomine non garantisce certezze ai cittadini, ai deboli, agli anziani. La crisi fa sentire ancora di più i suoi morsi: le fabbriche sono alle prese con la cassa integrazione, artigiani e commercianti chiudono uno dopo l'altro perché la gente non ha soldi da spendere e le banche non concedono credito; gli investimenti sono bloccati, aumentano tasse e spese, ma anche il numero di chi non può onorare i propri impegni. Attorno a noi, furbi e arroganti continuano a fare il loro comodo, violano (spesso impunemente) ogni regola, evadono le tasse, e scorazzano a bordo di auto di lusso e yacht. E' nei momenti difficili che l'ottimismo deve prevalere sulla disperazione. Credere nella nostra voglia di vivere, di produrre, di pensare con responsabilità. L'ottimismo, però, da solo non basta. Dobbiamo riflettere su quello che avevamo e che disprezzavamo; dobbiamo ridare alle cose il loro giusto valore. Ridurre bisogni e desideri aiuta ad essere soddisfatti con il poco che si riesce ad ottenere. Poi dobbiamo ritrovare la consapevolezza delle nostre capacità e trovare la forza di farle affermare, senza attendere chiamate o cercare raccomandazioni. La prima condizione per essere protagonisti del nostro futuro è fare prevalere la nostra dignità, costruire un futuro su una nostra idea, senza cedere alla tentazione di passare sul fronte dei "furbi". L'associazione Nell'Attesa e il nostro e vostro giornale sono sempre qui per dare voce a chi ha voglia di crescere e di contribuire ai bisogni degli altri. Il nostro autunno sarà anche quest'anno denso di proposte e progetti che ci auguriamo possano essere utili a superare le quotidiane difficoltà. |
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