anno 4
n. 34
21 settembre 2009
sommario


PRIMA 
- EDITORIALE
Non sempre il servizio 
pubblico risponde ai cittadini
(di Michele Guccione)

pag. 2: INIZIATIVE
- Lettera aperta al Presidente della Regione Siciliana

pag. 3: MEDICINA
- Innovativa tecnica d’ingegneria cutanea: il sostituto dermico (di Valeria Russo) 
- Moratoria dei debiti delle imprese: conferenza stampa dello Sportello Tutela Credito

pag. 4:  SPECIALE SORDITA’
-
Mal d'auto? Forse è cinetosi, la malattia da movimento (di Aldo Messina)

pag. 5:  MEDICINA
- Sclerosi multipla: i tagli al budget in Sicilia impediranno l'accesso ai nuovi trattamenti ai malati (Fonte: ANSA)
- Il poliambulatorio di Lercara Friddi avrà la Tac

pag. 6: AMBIENTE
- La cara, vecchia, inquinante lampadina va in pensione (di Francesco Bonanno)
- Consigliati

pag. 7: RUBRICHE
- Colf e badanti: la regolarizzazione entro il 30 settembre  (di Giuseppe Clemenza)
- Cerchi una farmacia?

pagina 1 - EDITORIALE
Non sempre il servizio 
pubblico risponde ai cittadini
di Michele Guccione - e-mail

A volte veniamo rimproverati di dare "troppo" spazio all'assistenza sanitaria fornita da operatori privati. Per nostra formazione, cultura e convinzione riteniamo che il servizio sanitario pubblico debba essere il nostro principale riferimento. Tant'è che in questo numero diamo conto di un'importante innovazione nella chirurgia plastica messa a punto al Civico, così come abbiamo fatto spesso in passato per altri reparti pubblici che funzionano.

Purtroppo, evidentemente, non la pensa allo stesso modo il servizio pubblico. Non tanto nei nostri confronti, quanto in quello dei cittadini. 

Una signora ci ha telefonato raccontandoci le incredibili traversie che, da paziente cronica, deve quotidianamente attraversare per ottenere da un servizio della Asl ciò che le spetta di diritto. Un signore certamente non benestante deve fare urgentemente una rettoscopia, ma l'ospedale lo ha prenotato fra un mese. Per aiutarlo siamo stati costretti a chiedere ad una clinica privata la cortesia di fargli subito l'esame "in sostituzione del pubblico", dunque, con un congruo sconto sulla prestazione. 

Una ragazza ha avuto un improvviso problema all'occhio, ma il servizio pubblico non l'ha assistita prontamente. Anche in questo caso abbiamo "disturbato" una oculista privata vicina al nostro giornale. Avevamo pensato di coinvolgere una prestigiosa struttura pubblica in uno screening di forte interesse per i lettori, ma ci è stato risposto che "il primario non è disponibile a farlo". 

Un reparto fiore all'occhiello dell'ospedale "Villa Sofia", il servizio di Ginecologia del dottor Mimmo Gullo, premiato a livello nazionale e ricercatissimo dalle donne per la qualità dell'assistenza e l'approfondimento scientifico delle terapie, rischia di chiudere a causa del taglio dei fondi per la sanità.

Di fronte a tanti casi come questi, si può solo provare vergogna per quei responsabili che non la provano nell'essere causa di disfunzioni e carenze che impediscono al nostro sistema sanitario pubblico di essere, come potrebbe e come meriterebbe, di essere fra i migliori al mondo. 

Sono questi soggetti che ci costringono a ricercare nel privato una indispensabile "supplenza" per i più bisognosi che oggi va di moda chiamare "sinergia" e che domani, forse, sarà "libera scelta".

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