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C'è violenza e violenza! C'è la violenza che proviene dalla rabbia e c'è la violenza che suscita la rabbia. Ricordo una reazione senza precedenti negli anni del delirio mafioso. Dopo gli attentati che decretarono la fine dei personaggi più valorosi della nostra terra provammo, tutti, un'indignazione di proporzioni mai viste. Nessuna paura. Solo rabbia, tanta rabbia, e voglia di giustizia. Di colpo i personaggi che avevano pigiato un comando a distanza erano parsi a tutti come gente meschina, di poco conto. Credevano di essere i più forti, ma erano forti di nessun coraggio. La viltà non fa paura, mette solo tanta tristezza. Al contrario, l'eroismo di chi ha sfidato la morte cento volte al giorno, per un'ideale di giustizia e di una società pulita, viene ancora studiato, ammirato, emulato, cantato, e chissà per quante generazioni ancora.
Ricordo la violenza della gente, che avrebbe voluto per le mani gli autori di quei delitti. Questi apparivano poveri meschini, che non trovavano di meglio che scappare in una perenne latitanza. Mai un atto di coraggio, mai un contraddittorio che andasse oltre la logica della minaccia, della brutalità, dell'alleanza con branchi di bestie o con poteri occulti. Mai il ricorso ai mezzi della civiltà, all'intelligenza, al confronto, alla lealtà, all'onorabilità, al rispetto. La violenza della gente, colpita nel cuore della propria civiltà, faceva paura. La violenza di una bomba assassina, no!
Oggi la nostra terra piange: assiste, senza spiegarsi come possa avvenire ancora una barbara morte come quella di Enzo Fragalà, e piange. Una terra che qualcuno vuole ancora incivile, una terra dimenticata dai mercati floridi, una terra che nasconde e protegge i figli degeneri e seppellisce quelli migliori.
Viviamo uno strano clima di pace apparente: per tanti versi è indifferenza, per altri versi è qualunquismo. Chi prova ad amarla, questa terra, rischia, perché essa è restia a qualsiasi cambiamento, e l'amore è l'unica forza che può cambiare tutto. Ma la nostra terra è dominata, da sempre, da gente che non la ama.
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