pagina 1 - EDITORIALE
Il posto giusto dove farsi curare
di Michele Guccione - micheleguccione@nellattesa.it

Un anno fa, in occasione della Festa delle Donne, cominciammo la fortunata serie di screening gratuiti con quello per il tumore al seno. Nel corso del 2009 ne abbiamo proposti altri, e il 2010 si è inaugurato con una lunga serie di visite gratuite in vari settori, appena conclusesi, che hanno riscosso il vostro gradimento.
Nel frattempo mi è capitato di ricevere da alcuni di voi delle e-mail nelle quali mi esponevate i vostri problemi di salute e mi chiedevate consigli su dove è meglio curarsi. All'inizio la cosa mi ha sorpreso, perchè non sono un medico. Poi ho capito che l'esigenza nasce dal disagio prevalente nel nostro territorio: un servizio sanitario incapace di dare informazioni, di avere un collegamento con i medici di famiglia, di dare servizi efficienti. Così ho deciso di non tirarmi indietro e di consigliare anzitutto un confronto di base con il dottore Diego Fabra e gli altri esperti del comitato scientifico, che possono indicare l'approccio corretto alla patologia e alle analisi da fare; poi abbiamo suggerito quello che secondo noi era il posto giusto dove farsi curare, scelto sulla base della qualità, della serietà, competenza e professionalità, privilegiando l'approccio etico e non speculativo alla medicina e al bisogno della singola persona.
In modo del tutto casuale ci sta capitando di tracciare una sorta di "mappa" di centri "amici" dei lettori di "nell'attesa...". Si badi bene: non è e non vuole essere una classifica, non è e non vuole essere una pubblicità.
In base alle segnalazioni che ci arrivano, ciascuna diversa dalle altre, proviamo a individuare un centro o uno specialista, pubblico o privato, che sia il più indicato al particolare problema. Per la stessa patologia ogni volta il centro potrà cambiare, perchè diversa sarà l'esigenza del paziente. Il preconsulto medico serve a questo. Inauguriamo un nuovo servizio per Voi lettori, assolutamente amichevole, confidenziale, anonimo. Mi auguro che ciò spinga tanti altri operatori sanitari ad adeguarsi alle esigenze di chi ha bisogno di aiuto. 

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