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Scuola elementare alla periferia di Palermo. Un bambino di cinque anni frequenta il primo anno. E' assai vivace, ma ha problemi nell'esprimersi: parla con frasi spezzate. I piccoli compagni lo prendono in giro, lui si innervosisce, si chiude dentro di sé, piange perchè vuole tornare dai genitori. La famiglia è assai indigente, l'ignoranza non consente di capire, affrontare e gestire queste situazioni. Questi genitori fanno l'unica cosa che possono: si affidano alle istituzioni. Ma le maestre se ne lavano le mani: si limitano a redigere una relazione negativa e a suggerire ai genitori una visita neuropsichiatrica presso una struttura pubblica. I genitori, già affranti, sperano almeno qui di capire cosa abbia loro figlio. Macchè. Il medico, incredibilmente, anche lui se ne lava le mani. Dopo la visita così si esprime: "Facciamogli ripetere il primo anno di scuola, poi valuteremo se affidarlo ad un insegnante di sostegno". In poche parole, lo ha classificato come un malato grave, come un disabile, e lo ha condannato per la vita alla rovina: vivere isolato dai compagni e dal mondo, perdere un anno di scuola, poi magari altri, trattato come un "diverso" e senza possibilità di agganciare il treno dello sviluppo personale.
Vengo a conoscenza del caso. Il bambino, forse perchè a suo agio, non presenta alcun problema: intelligente, vispo, socializza, parla bene, presenta enorme curiosità e capacità di soluzione. Chiedo aiuto agli amici esperti del Cedap che, gratis, visitano il bambino e si rendono conto che ha solo bisogno dell'aiuto sinergico del pediatra e del logopedista. E che anche i genitori vanno guidati ad un approccio meno ansioso e più deciso ai bisogni del figlio. Il piccolo lo abbiamo affidato alle amorevoli cure della dottoressa Monica D'Addelfio, pedagogista clinica, che con la stessa disponibilità sta seguendo l'intero nucleo familiare.
Il piccolo questa volta è stato fortunato. Ma chi protegge tanti altri bambini come lui, esposti dall'ignoranza e dall'indigenza all'ignavia, alla sciatteria, all'indifferenza, alla mancanza di professionalità e di senso del dovere di chi si comporta come i protagonisti irresponsabili di questa storia?
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