|
Leggere la vicenda del centro di assistenza per malati di Alzheimer, che raccontiamo in questo numero, ci induce allo sconforto. Ma solo per qualche momento, fino a quando la nostra attenzione non viene catturata da altro. Un lusso che i familiari dei malati di Alzheimer purtroppo non possono permettersi. La loro attenzione deve essere continuamente dedicata al paziente, 24 ore su 24. L'idea del servizio pubblico di assistenza nasce dalla necessità di liberare i familiari da questo impegno, per potersi dedicare alle normali attività, come il lavoro o la scuola. A Palermo, invece, questo diritto viene negato. E centinaia di famiglie vivono il doppio dramma, quello della malattia e quello di dovere rinunciare al lavoro o alla scuola, dunque al proprio futuro, perchè in città non c'è la possibilità di usufruire di un servizio con operatori specializzati che invece è disponibile in tutti i luoghi civili.
Cosa dire, dunque, agli amministratori e ai burocrati che da tempo dispongono dei soldi necessari ad assumere gli operatori e a fare funzionare il centro di via La Loggia? Cosa pensare di un concorso già fatto, con 500 domande che giacciono ancora in attesa di essere esaminate? Quale commento al fatto che oggi si pensa addirittura di rifare il concorso perchè ci sono due differenti interpretazioni, quando a marzo si era promesso alle famiglie che il centro avrebbe riaperto questo mese di aprile? Forse l'unico pensiero pacato che è concesso in questa situazione è il constatare che il modo con cui viene trattata questa vicenda potrebbe derivare dal fatto di non vivere il dramma in prima persona. Perchè altrimenti, chi avesse visto cosa accade ad un malato di Alzheimer si affretterebbe a fare funzionare il centro, supererebbe difficoltà, interpretazioni e procedure. Oppure c'è da credere che sulla vicenda non si sia sollevato il "giusto" clamore, quello che con le urla e i blocchi stradali pare riesca a ottenere tutto. Probabilmente la signorile e dignitosa condotta di Gaetano Lisciandra non fa più parte dei canoni di questa società.
|