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Giovani ed alcool
di Diego Fabra - diego@fabra.biz

In questi giorni preparo il materiale che utilizzerò in una serie di incontri con gli studenti liceali della città sul tema dell'alcolismo giovanile e delle stragi del sabato sera. L'opportunità l'hanno data gli amici della "Rosa Gialla", il mega-gruppo artistico che ha sede in Brancaccio e che da anni costruisce favole musicali su temi importanti. L'interessamento del questore di Palermo e di un gruppo di prèsidi di istituti superiori ha dato l'avvio a un progetto di largo interesse. Noi, Associazione "Nell'attesa", siamo stati coinvolti e abbiamo dato con gioia la nostra disponibilità, per quel che potremo fare. Mettendo in ordine gli appunti, mi accorgo che, oggi, l'alcool ha smesso i panni caserecci e maschilisti di un tempo per indossarne altri, dai contorni vagamente snob, di tendenza. Enoteche accattivanti e largamente frequentate, ritrovi dove gustare cocktail e aperitivi, pub e discoteche alla moda prendono il posto delle antiche taverne, dei bar e delle botteghe dove si alzava il gomito e si giocava a carte. Il sugo è lo stesso. Ma non è questo il punto. Quando studiamo i fenomeni di maggior diffusione, ci accorgiamo che a farla da padrone, oggi, sono ormai i giovani. Sì, sono proprio loro a determinare audience e fortuna di intere caste di personaggi televisivi. E sono loro a muovere il fantacalcio, le scommesse, i prodotti musicali, quelli di largo consumo, le sigarette e l'alcol. Non possiamo non notare che, però, i medesimi giovani sono gli stessi che vediamo esclusi dal mercato, dalla politica, dalle decisioni, in qualche modo, dal potere. I giovani diventano, così, unicamente oggetti del mercato: sono loro i "numeri" da muovere, le quote in crescita nei dividendi delle grandi società, sono loro l'obiettivo dei grandi mezzi di comunicazione (che lucrano e inducono comportamenti e devianze), dello sport di massa (che lucra sotto mille forme…) e dei mercanti di tabacco ed alcool (che lucrano producendo danni alla salute!). Giovani: sempre più prede appetitose dei rapaci che siedono tanto in alto da non essere percepibili allo sguardo innocente di chi vuole solo divertirsi! Non so da dove cominciare, dovendo parlare con loro… Di certo, l'alcool è un pericolo, ma ciò che sta dietro mi appare più inquietante. Come sempre, una riflessione sociologica da proporre ai giovani deve prima sposare una seria alternativa alla cultura dell'edonismo in cui tutti siamo irrimediabilmente immersi.

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