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Risonanza? Ripassi tra un anno!
di Michele Guccione - micheleguccione@nellattesa.it

A Palermo sottoporsi a risonanza magnetica è diventato impossibile. In tutte le strutture pubbliche e private la lista d'attesa è lunga oltre un anno. Le macchine ci sono, funzionano a pieno regime, ma le richieste sono tantissime. I responsabili dicono che bisogna dare la precedenza ai ricoverati e ai day hospital. Se hai la ricetta del medico curante e vuoi fare l'esame a carico del servizio sanitario pubblico, non hai speranza. Se accetti di farla a pagamento, però, lo spazio lo si trova ancora in qualche struttura privata, ma non in tutte: la saturazione c'è anche nelle liste a pagamento. 
Mi è capitato il caso di una madre e una figlia alla disperata ricerca di un posto, convenzionato o a pagamento, e dopo decine di tentativi hanno trovato un solo posto a pagamento in una clinica privata, l'unica che ha ancora qualche disponibilità. La madre ha deciso di attendere e di tenersi il dolore, anche perchè tre esami a pagamento corrispondono allo stipendio mensile di una famiglia. Tutti i centri spiegano che questo è l'effetto perverso della riforma sanitaria: la Regione ha tagliato i budget. 
Devo dire che l'assessore Russo mi ha deluso: mi attendevo da un magistrato dei blitz per individuare direttamente dove sono le ruberie, le furbate e gli sprechi. Invece no: per tagliare l'assessore ha scelto le statistiche, le formule matematiche, senza andare a verificare cosa succede davvero nei luoghi di cura. Il risultato è che si è tagliato a tutti i pazienti il diritto alla salute solo per fare quadrare il bilancio, mentre chi sprecava continua a farlo, forse un po' meno, ma è ancora al suo posto. Questa non è una riforma della sanità pubblica, è una sanità all'americana: chi ha i soldi si può curare, chi non li ha può morire. 
Con quale criterio si fanno i tagli? In tanti decidono all'improvviso di fare un'analisi del sangue perchè "è da tanto che non mi controllo". Queste prestazioni vengono rimborsate. Per la risonanza, che non è un esame di capriccio, sorgono invece tanti problemi. E di fronte a queste lunghissime liste d'attesa non si provvede nemmeno a installare nuove apparecchiature per smaltire l'arretrato. 
A chi scrive le riforme e i piani sanitari e a chi si presenta per il consenso elettorale, darei la stessa risposta: ripassi fra un anno!

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