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Non ci sono parole per commentare l'articolo della Dott.ssa Carnemolla che pubblichiamo a pagina 3. Racconta dall'intimità la vita del padre malato di Alzheimer, come se fosse lui a raccontarcela da dietro quegli occhi perduti, stupiti, smemorati. Ho pianto nel leggerlo. Non tanto per la sofferenza dell'uomo, che vive in un mondo suo, diverso dal passato, nel quale si è ritagliato una nuova dimensione. Quanto per il dramma della moglie che deve moltiplicare il suo amore per proteggere il coniuge dal suo male, per non farlo sentire a disagio, per mantenergli la dignità che in questi casi è fondamentale. La perdita della dignità e la mancanza di risposte alle continue domande sono le cause scatenanti dell'ira di un malato d'Alzheimer. Crisi che in una città d'ignoranti come la nostra vengono sedate con dosi massicce di tranquillanti che accelerano la morte.
I familiari di questi pazienti sono tanti eroi sconosciuti, che a Palermo, in silenzio e in solitudine, sacrificano la propria vita e il lavoro per non lasciare mai soli i loro cari.
In tutte le città del mondo ci sono centri pubblici specializzati per l'assistenza di questi soggetti. A Palermo no. L'unica realtà sta in piedi per la forza di alcuni volontari guidati da un uomo di 79 anni, Gaetano Lisciandra, animato dalla rabbia di avere perduto la moglie per mancanza di adeguata assistenza. Le elemosine pubbliche gli consentono di tanto in tanto di tenere aperto il centro di via La Loggia, per pochi. Quando è chiuso ci scappa il morto. Dobbiamo vergognarci di questa situazione, a cominciare da me per continuare con il presidente della Regione, con l'assessore alla Sanità, con il presidente della Provincia, con il sindaco. I politici che lamentano la mancanza di fondi nei bilanci dovrebbero prendere 100 euro dai propri stipendi non meritati e darli al centro Alzheimer. Ma con quali sorrisi di plastica costruiti per i fotografi si può ancora permettere che tanti anziani con parete cerebrale assottigliata dalla malattia muoiano sotto i bombardamenti di tranquillanti? Con quali sorrisi di plastica si può restare impassibili di fronte alla rovina che colpisce le case e travolge centinaia di famiglie che non hanno mezzi economici e aiuto professionale per gestire la presenza di uno sconosciuto tanto amato?
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