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In questi giorni, grazie all'iperattivismo di Nicola Locorotondo, parte anche a Palermo la medicina "predittiva", ossia la possibilità di sapere oggi, facendo un'analisi del Dna e di tutti i parametri biocorporali, a quali malattie va incontro il nostro organismo. Ma anche di sapere come tenderemo ad invecchiare. Gli esperti hanno l'obiettivo di fare prevenzione. Il che significa fare assumere ogni giorno a chi rischia il diabete, l'infarto o l'ictus, quella tal pillolina o quell'altra molecola. Oppure integrare l'alimentazione con un certo minerale o una data sostanza, nel caso di una previsione di osteoporosi, Alzheimer o Parkinson. Ovviamente sto semplificando, la materia è assai complessa, ma il principio in sintesi è questo: se sappiamo prima a cosa andiamo incontro, attrezziamoci per evitarlo senza rinunciare ai piaceri della vita.
Si tratta di prevenire malattie sociali di portata vastissima, che colpiscono fasce sempre più ampie della popolazione, il cui costo ricade per lunghissimi anni sulla collettività e sull'erario senza, peraltro, concrete possibilità di guarire o di uscire da situazioni invalidanti. Se si riuscisse a fare una vera prevenzione, si dimezzerebbe l'attività degli ospedali e anche i costi della sanità pubblica. Credo, quindi, che sarebbe un atto di buona amministrazione inserire nel prontuario del Servizio sanitario nazionale il rimborso dell'analisi di medicina predittiva per tutti i cittadini: un costo una tantum per le analisi e per la registrazione della "card" con tutti i dati, sarebbe un concreto modo per risparmiare davvero sull'enorme budget per l'assistenza sanitaria. Immaginiamo poi quanti anziani felici e autosufficienti avremmo in circolazione piuttosto che rinchiusi negli ospizi!
Ma fino a quando la medicina predittiva sarà a carico del paziente, temo che potranno permettersela solo manager e donne più che altro preoccupati di invecchiare bene e di non fare comparire troppe rughe sul viso. Che, per inciso, si possono curare benissimo con il preparato per le emorroidi! Con buona pace di medici e chirurghi estetici che vedranno ridurre la clientela.
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