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Curare la dispepsia con il carciofo? E perché no? I rimedi naturali sono affidabili, parola 
di medico
di Diego Fabra - diego@fabra.biz

Dà sempre un senso di sicurezza veder confermate le intuizioni da persone autorevoli. Questo accade in tutti i campi e accade maggiormente nel campo della salute. Un po' tutti crediamo, ad esempio, nell'efficacia dei rimedi naturali: sentiamo che possiamo fidarci, che passato e futuro sono riscaldati dallo stesso sole e purificati dalla medesima acqua. Conosciamo la bontà della natura, quando questa viene amata e rispettata. Desideriamo che sia essa a portarci benessere, e se qualche rimedio antico riesce ad essere ancora competitivo avvertiamo imperiosa l'esigenza di saperne di più, di osservare con giusta umiltà quello che la natura può ancora insegnare. E la natura sembra voglia stupirci sempre più, mano a mano che procediamo nella sua conoscenza. Questa premessa è opportuna, visto che da molte parti vengono mosse accuse e contestazioni nei confronti della cosiddetta medicina naturale. Le critiche, in genere, riguardano l'attendibilità delle affermazioni contenute nei testi da consultare; la bontà dei metodi che possono condurre a individuare come rimedio un prodotto naturale rispetto ai farmaci di sintesi; la commistione di elementi terapeutici puramente chimici o biochimici con altri che sfruttano altre capacità che la natura fornisce, anche a livello energetico. Questo perché, come in ogni campo, esiste il rischio di imbattersi in ciarlatani, in speculatori, in millantatori. 
Un'opportunità davvero utile per effettuare un'immersione nella vera scienza fitoterapica ce l'ha data un meeting di studio tenuto dal presidente della Società Italiana di Medicina Naturale (SIMN), il dott. Antonello Sannia. Se qualcuno volesse mettere in dubbio la scientificità delle affermazioni dei medici che confidano nella fitoterapia, in merito alla possibilità di curare con erbe medicinali, lo invitiamo a collegarsi col sito della SIMN: rimarrà stupito dalla quantità di lavori scientifici pubblicati sulle migliori riviste mediche mondiali, a dimostrazione dell'assoluta affidabilità della medicina naturale. 
Il dott. Sannia spiega con autorevolezza e competenza le metodologie più severe di estrazione degli estratti secchi, le titolazioni, i nomi dei principi attivi, le posologie, le maggiori patologie che necessitano di rimedi presenti in natura. Sembra di toccare con mano l'affermazione di Aristotele: "La natura non fa nulla di inutile…". Così possiamo gioire, ad esempio, per la bontà terapeutica del carciofo, del finocchio, del rosmarino o, ancora, della curcuma nella cura della dispepsia, cioè delle turbe della digestione. O dell'anice verde, della melissa, del carbone vegetale, oltre che del finocchio nella cura del colon irritabile. Della frangula, della cascara, dell'aloe, del rabarbaro e della senna nei casi di stipsi dell'adulto. Del glucomannano, della gomma di Guar, del mannitolo per il buon funzionamento di qualsiasi intestino.
Inutile dire che la natura sembra dotata di una sapienza straordinaria, disponibile, quasi magica, ma, anche, umile, nascosta, intimamente legata alla filosofia di vita che ci guida. 
Il dott. Sannia sembra orgoglioso di presentare nel dettaglio più di una trentina di studi condotti con rigoroso metodo scientifico, spesso in doppio cieco, pubblicati su riviste di valore internazionale, per accontentare anche il popolo di coloro che credono solo alla medicina basata sulle evidenze. 
Personalmente, non credo nella medicina mostrata come scienza esatta, perché l'uomo e il suo mistero richiedono qualcosa di più e di meglio. Ma, tant'è, dobbiamo seguire la maggioranza anche in questo e, dunque, apprendiamo con vivo compiacimento che il carciofo si dimostra un ottimo scavenger radicalico, cioè fortemente disintossicante, sulla cellula epatica, utile quindi nella prevenzione della fibrosi e della cirrosi, anche in studi scientifici del 2008 e del 2009. Un importante lavoro del 2003 su 125 lattanti dimostra l'efficacia dell'estratto secco di finocchio nel contenimento delle coliche gassose. Un altro del 2007 suggerisce la bontà dell'inulina e dei prebiotici seri nel migliorare la qualità di vita dei pazienti con retto colite ulcerosa in trattamento con mesalazina. Che dire poi degli studi su centinaia di donne, avvenuti negli ultimi quindici anni, per dimostrare l'efficacia del mirtillo americano, il cosiddetto Cranberry, nell'allontanare le recidive di fastidiose cistiti batteriche? O dei quarantasette studi controllati, per un totale di più di cinquemila pazienti arruolati, a dimostrazione dell'efficacia dell'Echinacea Angustifolia nel potenziare l'immunità primaria? 
Il meeting accontenta tutti: medici antichi e nuovi, naturalisti e non, finendo col dare suggerimenti dal sapore rasserenante, come quello di accostarsi alla vita che abbiamo con un rispetto assoluto dei nostri bisogni più veri.

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