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Il Comune ha deliberato: il canile municipale di Palermo sarà completamente ristrutturato entro la fine dell'anno. La decisione è dettata dalla necessità di rendere il luogo più vivibile e, soprattutto, per adeguarlo alle nuove normative. Curiosi di conoscere in anteprima la nuova struttura come sarà, siamo andati a fare una visita a quella attuale. Il responsabile, il dr. Francesco Francaviglia, ci ha accompagnati in un tour guidato. I locali del presidio sanitario sono, in effetti, un po' fatiscenti e gli spazi abbastanza ristretti. Anche le gabbie necessitano di una sistemazione ed alcune anche di un ampliamento. Abbiamo posto qualche domanda al dr. Francaviglia per capirne di più.
Com'è strutturato il canile municipale?
"Il canile è suddiviso in tre palazzine: gli uffici del Comune, il presidio della Polizia Municipale e il presidio sanitario, nel quale operiamo noi veterinari e dove si svolge la maggior parte delle attività."
Ovvero?
"Principalmente, l'attività è di due tipi. C'è un servizio offerto ai proprietari di cani che consiste nella microchippatura gratuita dell'animale. L'attività più importante, però, consiste nella visita e nella cura dei cani randagi che sono accalappiati dal Comune, nella loro microchippatura e sterilizzazione".
Come intervenite sui randagi?
"I randagi catturati sono portati nella sala accoglienza, dove vengono lavati e visitati accuratamente per accertarne le condizioni di salute. Se il cane sta bene, allora viene sterilizzato. Dopo una settimana circa di convalescenza e dopo essere stato identificato tramite microchip, l'animale è rimesso sul territorio".
Ma, allora, questi cani che vediamo nelle gabbie?
"Alcuni di loro rimangono qui perché aggressivi o perché hanno subito maltrattamenti, o perché non autosufficienti. Altri sono stati trovati da cuccioli e in libertà non sopravvivrebbero. La loro unica speranza è l'adozione".
Quali sono le attuali condizioni del canile?
“L'edificio necessita sicuramente di una ristrutturazione: alcune gabbie sono arrugginite, le mattonelle sono scrostate, i ventilatori non funzionano e i chiusini non sono sifonati per cui, sebbene le pulizie siano effettuate continuamente, c'è un ristagno e una puzza diffusa, soprattutto nelle zone al chiuso in cui sono tenuti i cani; inoltre, al momento disponiamo di una sola sala operatoria”.
Ci parli della ristrutturazione: cosa prevede?
"L'intervento di ristrutturazione ha la finalità di rendere più funzionali gli spazi. Si prevede l'ampliamento del presidio sanitario. Locali accoglienti, una sala lavaggio, due sale operatorie, la creazione di un apposito locale per la microchippatura posto all'esterno, nei pressi dell'ingresso del presidio. Sarà, probabilmente, inclusa anche una struttura prefabbricata nella quale svolgere attività di formazione e pet therapy".
Quante sterilizzazioni effettuate e quanti microchip avete inserito dall'inizio dell'anno?
"452 sterilizzazioni e 1209 microchip. Ci aspettiamo di incrementare entrambe le attività del 30 per cento rispetto all'anno precedente".
Operate anche cani affetti da altre patologie o incidentati?
"Sì. Ma interveniamo solo sui randagi accalappiati. Non possiamo intervenire su cani di privati cittadini".
Avete iniziative in programma?
"Tante iniziative. Consegneremo a breve gli attestati agli operatori della Gesip che abbiamo formato attraverso un apposito corso. Presto partirà il primo corso per il rilascio del patentino per i proprietari di cani, il corso per la formazione degli accalappiatori provinciali e stiamo pensando ad un'iniziativa di pet therapy rivolta ai minori. Siamo un gruppo molto motivato".
Una critica?
"La struttura è un po' troppo piccola per un territorio vasto come quello palermitano, ci sarebbe bisogno di maggiore spazio".
Un sogno?
"Arrivare una mattina, trovare le gabbie vuote e scoprire che tutti i cani sono stati adottati. Il canile dovrebbe essere un luogo di passaggio, non una casa".
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