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Non credo che la notizia sia sorprendente. Almeno per i nostri lettori. Nostro malgrado, abbiamo, già da tempo, preso l'abitudine di informarvi sulle strumentalizzazioni che sottendono una buona parte delle notizie allarmanti che circolano nei grandi network. Da tempo sosteniamo, infatti, col saggio, che una foresta intera, crescendo, fa, senz'altro, meno rumore di un singolo albero che cade: questo principio induce a cercare l'albero rumoroso e "amplificarlo" con strumenti mediatici. In altre parole, per vendere farmaci, vaccini e notizie, occorre un serio allarme generale.
In occasione dell'ultima "pandemia" la ricerca affannosa di un disastro ha dato scarsi effetti. Il numero dei morti è stato molto contenuto e ben presto Bruno Vespa, Alessio Vinci & C hanno spento i riflettori sull'argomento.
Noi, non è un vanto, abbiamo invitato i lettori alla prudenza nella lettura dei giornali, nella visione dei programmi, onde evitare di far montare un inutile panico. Ma abbiamo dovuto assistere, impotenti, allo spudorato commercio di inutili disinfettanti, di mascherine ridicole e di opuscoli di tutti i generi.
Oggi qualcuno ripercorre l'accaduto e si chiede: come ha fatto l'Organizzazione Mondiale della Sanità a prendere un abbaglio epidemiologico di tali dimensioni, più evidenti delle dimensioni della temuta pandemia? E a furia di gridare - come nella favolistica popolare - "Al lupo…Al lupo!", non finiremo col sottovalutare i pericoli veri, come quelli del fumo di sigaretta o dell'alcool, per esempio, che di morti ne fanno a iosa?
A quanto sembra l'Italia non ha fatto, per fortuna, la figura barbina che hanno fatto altre nazioni credulone: il ministro dichiara che non lecchiamo le ferite di una spesa ingiustificata nelle proporzioni. Le scorte di vaccini inutilizzate, nei depositi delle nazioni industrializzate, per non marcire inutilmente, prenderanno tutte le vie possibili.
Noi crediamo, a questo punto, che aprire inchieste (anche all'interno dell'Oms) sia doveroso nei confronti dell'intera collettività, costretta sempre a risparmiare in mille modi sul capitolo "salute", vedendo sovente rifiutate prestazioni e negati diritti a causa di deficit procurati da amministratori poco prudenti. Che sia chiarezza: questo è un imperativo. Non possiamo permettere oltre che l'interesse di pochi (siano questi case farmaceutiche, multinazionali del tabacco o dell'alcool, funzionari, politici o scienziati corrotti) debba prendersi beffe dell'intera, inerme, buona e onesta umanità.
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