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L’anno scolastico sta per cominciare, migliaia di ragazzi archiviano i ricordi delle vacanze estive e si concentrano sul nuovo anno di studi. Qualcuno, però, l’estate appena trascorsa non la potrà dimenticare. E’ stato un vero e proprio calvario, quello che ha dovuto subire negli ultimi tre mesi Bennardo Raimondi, l’artigiano vittima di usura che si è dovuto dividere fra le ristrettezze economiche e i malanni del figlio disabile. D’estate tutti sono partiti e si sono dimenticati delle sue ceramiche artistiche. I tentativi di vendere qualcosa in mostre, fiere, davanti alle chiese, hanno dato magri frutti. Ma le bollette sono arrivate puntuali e inesorabili. Al dramma della sopravvivenza si è aggiunto il dramma di un padre che non riesce a curare il figlio. Tonino, 9 anni, ai disagi neuromotori somma quella palpebra che si va abbassando come la serranda di una finestra che si chiude la sera per dormire. La palpebra, però, a differenza della serranda, non si può rialzare al mattino quando fa giorno: l’intervento chirurgico non ha dato gli effetti sperati. Raimondi, unico vero motivo per il quale non merita di essere abbandonato, non si arrende mai: ha scritto e-mail a tutto il mondo, ci sono vescovi italiani che si sono interessati per fare visitare il piccolo da noti luminari, ma il responso è sempre lo stesso. Deve essere operato a Barcellona, in Spagna. E serve una barca di soldi. Che l’artigiano non ha. Alla ripresa Benny, così lo chiamano gli amici, ha rimesso in vendita un rene, su Internet, su Facebook, ovunque. E’ un gesto disperato che ancora una volta questo settimanale intende impedire. Speriamo per l’ultima volta. In attesa che il giudice comunichi a Raimondi la decisione del riconoscimento di status di vittima di usura, che gli consentirebbe di accedere ai fondi di legge, mobilitiamoci per il piccolo Tonino. Offriamogli soldi, anche un euro, acquistiamo un oggetto in ceramica, aiutiamo Raimondi a riacquistare la dignità di uomo, di artigiano e di padre.
Il suo numero è 339/1327950. Non restiamo sordi, non concentriamoci sui nostri problemi, la solidarietà sta alla base del nostro giornale, e i nostri lettori del cui affetto viviamo non possono farci mancare il supporto per Raimondi in un momento così drammatico. L’estate l’abbiamo messa alle spalle, ma per Benny non è mai cominciata.
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