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Attenti al passaggio di stagione
di Diego Fabra - diego@fabra.biz

Due stagioni si presentano impegnative per il nostro organismo. Sono i momenti di transito in cui tutta la natura sembra prepararsi ai due estremi meteorologici, il grande caldo e il grande freddo. Le due stagioni di transito, inutile dirlo, sono la primavera e l’autunno. Se la primavera è bella e fertile, richiedendo uno sforzo aggiuntivo per arricchire di minerali, vitamine e oligoelementi in generale il nostro corpo, proteso verso lo sbocciare al grande sole e alle attività all’aria aperta, l’autunno sembrerebbe triste e povero di stimoli. Ma non è così. Anche l’autunno è un periodo di preparazione. L’inverno, più o meno rigido che sia, ci rende attivi, spesso in luoghi chiusi e riscaldati, a contatto stretto con tutte le altre persone che vivono nei nostri ambienti. Per questo tendiamo a mangiare di più e soprattutto cibi più calorici. 
Ed ecco le prime insidie. Passare da un’alimentazione fresca, costituita da cibi colorati e spesso freddi, a una calda, cucinata più a lungo, con soffritti e intingoli, dà luogo a una maggior richiesta di produzione di elementi digestivi: enzimi e succhi - acidi e non. Tutto questo viene vissuto come un’aggressione per la mucosa. Ed ecco le prime forme di gastrite, infiammazioni della mucosa dello stomaco, che possono arrivare ad essere anche erosive. Classicamente, nei periodi di adattamento, si verificavano le ulcere gastriche e duodenali. Oggi decisamente meno, dall’avvento dei farmaci inibenti le prostaglandine o la pompa protonica. Assistiamo, più frequentemente, alla recrudescenza di gastriti ad impronta ipersecretiva, con bruciore epigastrico, senso di fame dolorosa, gonfiore addominale e nausea. Occorre ricordarsi di introdurre le minestre e i brodi, i manicaretti intingolati e i soffritti, i sughi molto cotti, le carni, i legumi, un po’ alla volta. Non riempire in capienza lo stomaco, ma lasciarlo lavorare in modo snello; non associare bevande alcoliche, o frizzanti, o particolarmente fredde, e nemmeno dolci elaborati. 
La frutta, non aspra, andrebbe mangiata in momenti diversi dal fine pasto. Meglio abbandonare le granite a favore di qualche semifreddo. L’introduzione delle spezie va fatta con gradualità: le più piccanti vanno riservate a un tempo successivo. Ma l’autunno è anche il momento dell’anno caratterizzato dal tempo più incerto. Non sottovalutiamo questo dato per tanti motivi. La suscettibilità delle mucose del nostro albero respiratorio è alterata a causa degli agenti atmosferici inquinanti, o dall’uso del fumo di sigarette – attivo o passivo – e ancora dalla climatizzazione artificiale e forzata. Dal mese di settembre in avanti prendono avvio, così, le cure preventive a base di immunostimolanti, locali o generali. Ce n’è una gran quantità, tra autentici e fasulli: dunque occorre concordare col proprio medico la miglior strategia. Bisogna però fare attenzione a tante piccole cose: l’abbigliamento, adeguare per tempo la casa alle nuove esigenze, aumentare il consumo di frutta, tenere il cavo orale sempre deterso e disinfettato. 
Il clima, però, è importante soprattutto per chi soffre di problemi artro reumatici: le piogge e l’umidità connessa aggravano tutti i sintomi, dalle poliartralgie, alle impotenze funzionali, fino alle deviazioni articolari, agli edemi e alla febbre. Esistono cure di supporto che vanno iniziate proprio in questo periodo dell’anno. Si tratta di sostanze, come i glucosaminoglucani, che tendono a nutrire le porzioni cartilaginee e i tessuti molli di sostegno delle articolazioni. E’ tempo, urgente, di iniziare anche un’opportuna attività fisica, quale la ginnastica – più o meno dolce – o la fisioterapia o il nuoto. Attendere il blocco articolare non conviene! Il clima incerto e mutevole, coi nuvoloni carichi di grigio e di temporali, è il meno adatto anche per chi soffre di disturbi nervosi o psichici. Sembra che le nuvole nere e cupe richiamino, in psicodinamica, le nubi e le tempeste della vita! Comunque in autunno e in primavera è prevista una buona cura di rinforzo per tutti coloro che soffrono di nevrosi d’ansia o depressione. E’ il momento di riprendere il contatto col proprio terapeuta, psicologo o counselor, o fare il punto con chi si è occupato dei nostri disagi. Anche in questo caso lo sport può aiutare tanto: il consiglio è di partire piano con ogni pratica sportiva, onde osservare la reazione dell’organismo e adeguare gli sforzi evitando la discontinuità.
Ultimo, ma non per importanza, il profilo nutrizionale e dietologico. Quanti chili ci ha regalato la nostra vacanza? Non occorre drammatizzare o essere drastici. Se abbiamo trascorso una buona estate è valso la pena ritornare più rotondi. Ma una dieta depurativa si impone. Ne esistono molte e, in genere, richiedono un buon drenaggio del fegato e dei reni. Se non esistono controindicazioni avanti con acqua, frutta, tisane e infusi drenanti. Abbandoniamo gli alcolici, i grassi animali e i cibi elaborati. Se possibile scarichiamo il nostro corpo anche dalle proteine animali, più impegnative, e dirigiamoci decisamente verso frutta, cereali, legumi e verdure fresche. Il tutto con poco sale e molto “sale in zucca”. Come sempre.

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