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Ci sono dei momenti in cui la corda è troppo tirata e bisogna “mollare” un poco. Pensiamo troppo agli altri e non c’è mai tempo per noi. E’ inutile illudersi che il problema si possa risolvere ogni tanto concedendoci una passeggiata o un breve svago “tanto poi passa”. Non passa. I pesi che ci portiamo appresso sono sempre lì, sempre più pesanti. Ormai camminiamo piegati in due. Che c’è da fare? Mandare tutto all’aria non si può, le responsabilità ci costringono a stare con i piedi piantati per terra. Allora c’è solo una cosa da fare: violentarci e staccare col mondo per almeno due-tre giorni. Chiudere i telefoni e dedicarsi alle famose “analisi” che rinviamo da tanto tempo. Non c’è migliore occasione della “medicina predittiva” di cui parliamo all’interno. Chiudersi in un centro specializzato, a poca distanza da casa, farsi fare un check up completo e sapere non solo cosa c’è che non va nel nostro corpo, ma anche a cosa andrà incontro la nostra salute in futuro. Forse così troveremo la forza, saputa la diagnosi, per alzare un muro fra noi e gli altri. E, una volta rituffati nel frullatore quotidiano, capire quando arriva il momento di spegnere l’interruttore per una salutare pausa. Questo è l’unico equilibrio che ci possiamo permettere: uscire ogni giorno per dare risposte a chi si aspetta qualcosa da noi, fare a pugni col mondo, ma ogni tanti “rientrare in panchina”.
Questo sicuramente allunga la vita e ci fa stare un po’ meglio, senza sensi di colpa.
Un altro modo per pensare a noi stessi, e nient’affatto banale, è quello di prepararci in maniera adeguata ad affrontare i rigori della stagione invernale. Non dobbiamo seguire le pubblicità o farci condizionare dagli allarmismi che già adesso vengono alimentati da chi ne ha l’interesse per fare soldi. Piuttosto, dedichiamo un’ora del nostro tempo ad ascoltare i saggi consigli del nostro medico di famiglia, sui vaccini più adatti, sulla dieta da seguire, sull’attività minima da svolgere per fare prevenzione. Una febbre in meno val bene un’ora del nostro tempo.
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