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E’ proprio vero che la scienza non ha confini e non finisce mai di stupirci. L’ultima scoperta ce la farà conoscere il prof. Enrico Castellacci il prossimo 6 novembre nel corso del convegno di cui vi diamo conto all’interno di questo numero: l’utilizzo delle cellule staminali in ortopedia. In pratica, Castellacci, che fra l’altro è il responsabile dello staff medico della Nazionale di Calcio, presenterà le ultime novità in fatto di fratture e di loro cura.
Se non abbiamo capito male, l’impiego delle cellule staminali serve a ricostruire la parte d’osso fratturata o non più esistente. Se è così, è come se si potesse fabbricare un “pezzo di ricambio” su misura per ciascuno di noi. Bello, no? Del resto, se funziona per i nostri campioni azzurri, perchè non deve funzionare anche per noi comuni mortali? Per fortuna che la marcia in avanti della scienza non ci fa dimenticare la natura da cui traiamo origine, altrimenti nel mondo si creerebbe un profondo e pericoloso squilibrio.
Stiamo valorizzando questa notizia non tanto per la sua sensazionalità, quanto perché a proporcela nel suo convegno è la giovane dottoressa Serena Tripoli, che non è solo un ottimo medico dello sport, ma è anche una persona che, in controtendenza col mercato, ha messo su con la famiglia un maneggio che applica le antiche tecniche di equitazione per favorire la migliore riabilitazione dei ragazzi, sia fisica che psicologica.
E la cosa che mi ha colpito di più di questa attività, che si svolge all’Happy Stable di Terrasini, su un bene confiscato alla mafia, è il fatto che i cavalli non sono ferrati. Già, ci spiegano che il ferro diventa uno strumento di tortura per un animale che nell’antichità sfrecciava benissimo sugli zoccoli liberi: al loro interno c’è una pompa che aiuta il cuore a funzionare. Bloccarne i movimenti col ferro significa atrofizzare lo zoccolo e provocare sofferenze e malattie al cavallo. Beh, se a parlarci di cellule staminali è una ragazza di tale sensibilità e così legata alle tradizioni, c’è da stare tranquilli e si deve prestarle la massima attenzione: qui sicuramente non c’è né commercio né speculazione, ma solo reale rispetto del paziente.
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