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Il “meccanico” ortopedico
Al convegno “Benessere e medicina dello sport” si è parlato
delle nuove tecniche per ricostruire i tessuti danneggiati
di Alessandra Ferraro

Ossa, muscoli, cartilagine e tendini danneggiati dopo un forte trauma: adesso è possibile realizzare pezzi di ricambio “ad hoc” per riparare il corpo umano. Una notizia che apre nuove frontiere, sopratutto per quegli atleti che praticano sport a livello agonistico, ma che può rappresentare una svolta anche per le persone “comuni”. 
L’ortopedia del futuro punta sulle cellule staminali e sui fattori di crescita che si trasformano in “meccanici specializzati” per intervenire lì dove è necessario. Ne è certo il professore Enrico Castellacci, direttore di Ortopedia all’ospedale di Lucca e capo dello staff medico della nazionale di calcio. E i numeri gli danno ragione. Sotto le sue mani sono passati numerosi atleti. Nomi noti del mondo nazionale e internazionale dello sport che sono stati già operati con queste nuove tecniche. 
Se n’è parlato a “Benessere e medicina dello sport”, la tavola rotonda che si è svolta a Palermo, a Villa Igiea. “Grazie alle nuove tecniche si prevede una significativa riduzione dei tempi di guarigione delle fratture e addirittura la possibilità di ricostruire tessuti e tendini”, ha sottolineato Castellacci. “All’interno del dipartimento di Medicina e traumatologia dello sport di Lucca da me diretto - prosegue - è stato istituito uno specifico centro studi e sperimentazioni per trapianti cellulari, fattori di crescita e cellule staminali che sta dando ottimi risultati”. I fattori di crescita, infatti, sono sostanze prodotte dall'organismo con la funzione di stimolare l'accrescimento e il differenziamento delle cellule che, se utilizzati in campo ortopedico, possono produrre rapidi risultati. “E’ stato dimostrato come i fattori di crescita applicati in lesioni tissutali determinano l’attivazione e l’accelerazione dei processi di guarigione”, ha continuato Castellacci, che ha concluso rivelando che “stiamo utilizzando questa tecnica nel trattamento delle lesioni della cuffia dei rotatori della spalla e nelle rotture sottocutanee del tendine di Achille. Per quanto concerne le cellule staminali, il loro utilizzo è riservato quasi esclusivamente al trattamento di lesioni cartilaginee”. 
Ma non si è parlato solo di ossa. 
Tra i relatori dell’incontro anche Novello Pinzi, direttore del reparto di urologia dell’ospedale di Lucca. “Oggi la scienza arriva in aiuto per curare gravi patologie e consentire ad atleti e sportivi di riprendere l’attività fisica - ha sottolineato -. Come le nuove tecniche per curare il tumore della prostata che preservano in molti casi le funzioni sessuali ed evitano problemi di incontinenza. Niente operazioni chirurgiche ma un intervento di brachiterapia prostatica, una tecnica che consiste nell’impiantare nella ghiandola prostatica piccolissimi ‘semi’ radioattivi che rilasciano dosi molto elevate di radiazioni in grado di distruggere il tumore senza danneggiare le strutture adiacenti.
Sempre più comuni anche interventi urologici sui reni eseguiti per via laparoscopica, tecnica chirurgica che con piccoli fori permette la correzione delle patologie renali, evitando il taglio chirurgico”.
L’incontro organizzato dal Centro studi delle tradizioni comparate, del quale è coordinatrice scientifica la dottoressa Serena Tripoli, ha avuto come scopo non solo quello di dare notizie sulle ultime novità in tema di chirurgia ortopedica e urologica, ma anche di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della medicina nel campo sportivo. “In più – ha spiegato Tripoli - è stato il primo tassello per avviare una collaborazione tra questi due luminari toscani con i medici palermitani per lo svolgimento di attività ambulatoriali che si terranno prossimamente a Palermo”. Per chi fosse interessato è possibile mandare un’email a serenatripoli@hotmail.it o telefonare al 347 6309549.

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