pagina 2 - medicina
Attività fisica? Sì, ma con giudizio 
per non incorrere in rischi a carico 
del sistema cardiovascolare
di Anna Sampino

Svolgere attività fisica fa bene a tutti. Se si vuole iniziare a praticare qualsiasi tipo di sport, anche a livello non agonistico, però, è assolutamente necessario sottoporsi ad accertamenti medici, che indagheranno fattori quali l'età, il sesso, la statura fisica, lo stato di salute e fattori di rischio. In questo modo è possibile venire a conoscenza di eventuali problemi cardiovascolari ed evitare brutte sorprese. Infatti, chi è esposto a malattie cardiovascolari, ma non ne è ancora a conoscenza, sottoponendosi a uno sforzo corporeo eccessivo potrebbe essere vittima di un episodio aritmico o di una malattia ischemica a carico del cuore. I controlli medici di cui parliamo sono, tra l'altro, abbastanza semplici e possono essere fatti in un primo momento dal proprio medico di base. Nulla di eccezionale, insomma. Soltanto nel caso in cui il nostro medico riscontri qualche anomalia, possono essere necessarie indagini più approfondite. Gli esami di routine a cui inizialmente dobbiamo sottoporci se vogliamo svolgere attività fisica in tutta tranquillità e sicurezza sono di tre tipi. Il primo tipo d’indagine è detto in gergo medico "anamnesi familiare", cioè conoscere la situazione familiare. Quindi, il medico verificherà se in famiglia, tra i parenti di primo grado, ci sono o ci sono state in passato malattie cardiovascolari e di che natura. Per esempio, rivestono maggiore importanza le cardiopatie su base genetica, che nella maggior parte dei casi compaiono già durante l'età giovanile. La seconda indagine è, invece, di carattere personale: si cercherà di capire insieme al paziente se si sono mai presentati sintomi particolari dopo o durante uno sforzo. Ma quali sono questi sintomi? I più frequenti sono: il dolore o un senso di costrizione (di peso) nella zona toracica; la presenza di affanno sproporzionato rispetto all'entità dello sforzo; la colorazione bluastra della cute e delle mucose, soprattutto della bocca e delle mani. In questi primi due esami, quindi, verranno poste soltanto delle domande per raccogliere informazioni personali e familiari.
L'ultimo esame, invece, è definito "fisico", perchè il paziente è sottoposto alla classica visita medica, durante la quale vengono controllati, per esempio, i valori della pressione arteriosa, la lunghezza del respiro e ancora la frequenza del battito cardiaco, misurata semplicemente con il classico stetoscopio. 
Se non emergono particolari problematiche, il soggetto può tranquillamente iniziare la sua attività sportiva preferita. In caso contrario, dovrà continuare con esami più specifici. Il primo fra tutti è solitamente l'elettrocardiogramma, che - come sottolinea la dott.ssa Myriam Lo Presti, assistente in formazione in Malattie dell'apparato cardiovascolare all'Ospedale Policlinico di Palermo - può presentare qualche svantaggio perché "spesso, non è in grado di rilevare un'anomalia cardiaca sottostante; altre volte, invece, può dare luogo a inutili approfondimenti e false ansie. L'elettro-cardiogramma rimane sempre un utile strumento, ma va associato sempre all'anamnesi clinica". Una domanda che un po' tutti ci facciamo quando si parla di attività fisica e cardiopatie è: ma un soggetto cardiopatico può svolgere attività fisica o è rischioso? Come spiega sempre la dott.ssa Lo Presti, i pazienti cardiopatici possono svolgere (anzi, è consigliata) un'adeguata attività fisica. La maggior parte delle persone che soffrono di queste patologie, invece, tende ad abbandonare qualsiasi attività sportiva. Aggiunge ancora la dottoressa: "Ciò è dovuto principalmente a due fattori: mancanza di una corretta informazione riguardo alle proprie possibilità fisiche e riguardo all’importanza di intraprendere o mantenere un’adeguata attività fisica; carenza di centri e figure professionali specializzati in riabilitazione cardiovascolare". Gli esami che dovranno effettuare questi soggetti sono sempre quelli indicati prima, ma in questi casi, il medico dovrà ricercare quei sintomi che definiscono un'eventuale instabilità fisica. Per queste persone è necessario, infatti, definire caso per caso il programma di allenamento idoneo.

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