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Il Lupus eritematoso sistemico colpisce oltre cinque milioni di persone nel mondo, di queste sessantamila sono in Italia di cui circa duecento siciliane. Come per parecchie altre patologie, purtroppo, anche in questo caso si deve registrare una cattiva informazione da parte dei media. Proprio per questo, il gruppo L.E.S., l’associazione che rappresenta i pazienti afflitti da lupus erimatoso sistemico, ha organizzato a Palermo un convegno al quale hanno partecipato numerosi specialisti e medici di base.
Proprio a questi ultimi, infatti, era indirizzato l’incontro che aveva per titolo “Quando un medico di medicina generale deve sospettare una malattia autoimmune sistemica”. A margine del convegno, abbiamo incontrato il responsabile scientifico della manifestazione, il dott. Giovanni Triolo, ordinario di Reumatologia dell'Università degli Studi di Palermo e direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia del Policlinico di Palermo.
Quali sono i temi centrali e gli obiettivi del convegno?
“Le patologie reumatiche autoimmuni sono diverse e, a volte, possono essere mortali a causa della loro sistematicità. Possono, infatti, coinvolgere qualunque organo o apparato: articolazioni, pelle, reni, occhi, cuore, polmoni, vasi sanguigni e cervello. Purtroppo, questo genere di malattie non è conosciuto bene e corre il rischio di essere diagnosticato troppo tardi per poter intervenire con buone possibilità di successo. Per questo il nostro convegno ha un approccio diverso dagli altri: partiamo, infatti, dal sintomo per spiegare la malattia e non viceversa. Proprio per questo sono presenti diversi specialisti che fanno da speaker nell'occasione (un nefrologo, un dermatologo, un oculista, ecc...) per parlare delle diverse manifestazioni sintomatiche. È essenziale, a causa della sistematicità della malattia, l'interazione dello specialista col medico di famiglia”.
Esiste oggi una cura per il Lupus?
“Attualmente non esistono terapie che portano alla guarigione, ma è possibile ottenere una remissione, quindi l'assenza di sintomi. L'obiettivo da porsi è quello di una diagnosi quanto più precoce che può facilitare una remissione sempre più vicina alla guarigione. Per questo il ruolo principale l'ha il medico di famiglia che, stando a contatto con il paziente e conoscendo le sue abitudini e la sua famiglia, dovrebbe riconoscere i sintomi per tempo.”
Quali sono i sintomi principali di una malattia autoimmune?
“Le persone affette da una malattia autoimmune possono manifestare diversi sintomi. Tra i più comuni: il facile affaticamento, un malessere generale, eritemi e disfunzione renale, ma tutto può scaturire da una semplice febbre. Una corretta informazione e la presenza costante del medico di famiglia è importante per il paziente perché, spesso corre il rischio di entrare nel panico e fraintendere la gravità della malattia, alle volte facendo ricerche personali su Internet e senza ricorrere per tempo né al suo medico di famiglia, né allo specialista”.
Per maggiori informazioni è possibile mettersi in contatto con il Gruppo Italiano LES, numero verde: 800 227978, recapito telefonico 329 1034985, fax 010 42069246, sito web:
www.lupus-italy.org, e-mail:
info@lupus-italy.org.
Il recapito telefonico del referente palermitano è 091315022 (Signora Claudia), mentre la e-mail è
dolfra@libero.it (Signora Francesca).
E’ possibile sostenere il gruppo attraverso la donazione dell’8 per mille. Il codice fiscale è 910 194 103 30.
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