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Influenza: tranquilli, ma attenti
di Diego Fabra

In un ambito revisionista leggiamo da più parti che quanto è avvenuto lo scorso anno a proposito di influenza H1N1 è uno dei tanti fenomeni di allarme mediatico che va ad aggiungersi agli altri: in campo sanitario mucca pazza, aviaria e suina, per citare le più recenti. Le attenzioni dedicate alla pandemia annunciata sembrarono poche: oggi si legge in documenti ufficiali che furono esagerate, e che la spesa affrontata è andata ad arricchire “i soliti”, indebitando non poche casse. Noi, già prima dello scorso anno, abbiamo sempre sostenuto che l’allarme sanitario si combatte spegnendo la televisione quando ci opprime o non comprando giornali, quando recano foto in prima pagina di uccelli morti in Polonia o quando fanno la conta dei pochi morti italiani di H1N1. Le statistiche oggi parlano chiaro: la “pandemia” dello scorso anno, in Italia, ha prodotto numeri inferiori rispetto all’epidemia influenzale del 2004, una semplice epidemia. 
Quest’anno attendiamo il virus H3N2, il B e una coda dell’H1N1 che, i bene informati allarmisti, si premurano annunciare “mutato” in Australia. Ho sentito parlare persone di scarsa cultura di “mutazioni”, peraltro non comprendendone il significato. Sembra di vivere in un film di fantascienza. In realtà è il lavoro che da sempre compiono questi microrganismi nel loro tentativo di sopravvivere. E noi non siamo da meno. Anche noi “mutiamo”: mutiamo il nostro sistema immunitario, modellandolo sulle esigenze che variano, e questo da sempre. Ci attrezziamo al cambiamento, maturiamo, diventiamo forti: a patto che non stressiamo la nostra mente con paure e non conduciamo una vita dissennata. Il Ministero della Sanità ha diramato norme igieniche che siamo tenuti a seguire. Sono i consigli della nonna riveduti e corretti. Alcuni possono apparire come norme di buona educazione: non tossire o starnutire senza mettere una mano o un fazzoletto dinanzi la bocca. Aggiungiamo di stringere meno mani possibile e lavarle più spesso. 
Ammonire chi fuma in luoghi chiusi, perché vengono danneggiati i poteri di difesa dell’albero respiratorio. Dunque, mettiamoci tranquilli. L’influenza arriverà: in Sicilia un po’ più tardi come sempre. Non sarà una tragedia ma una malattia curabile. Il vaccino aiuterà, ma soprattutto il buon senso nell’affrontare l’inverno e i suoi disagi.

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