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Quanto accaduto nel mondo della scuola merita un’attenta analisi al di là della protesta contro la “riforma Gelmini”. Vedevamo una generazione di giovani divisa tra singoli soggetti altamente capaci ma quasi sempre mortificati dall’incomprensione delle generazioni adulte, e i tanti che rinunciano a impegnarsi e si manifestano indolenti e annoiati, privi di valori e di speranza. In entrambi i casi un denominatore comune: la ribellione all’autorità e la pretesa di autonomia totale. Tanti genitori hanno rinunciato a farsi ubbidire e a ottenere rispetto dai figli. Il loro ruolo è diventato quello di finanziatori: voglio questo o quello, e se non lo compri è guerra civile. Studio o lavoro? Neanche a parlarne.”Mammoni” o “bamboccioni” sono termini entrati nel vocabolario moderno. Ma ora abbiamo capito che la nostra delusa visione era fuorviante. L’unanime rivolta nazionale contro la Gelmini ci rivela che la generazione dei giovani si è resa conto di essere maggioranza in Italia e di avere la forza e la capacità di fare ciò che vuole, anche di travolgere le istituzioni se solo lo volesse. A questo siamo impreparati. Fino a quando i movimenti giovanili nei partiti mettono in crisi la gerontocrazia che ci governa, è un buon segno. Ma è un brutto campanello d’allarme quando in un’intera nazione tutti sono d’accordo a bloccare le lezioni, però i più restano a casa e a scendere in piazza è una minoranza strumentalizzata politicamente. E’ da questi gruppi, e non dalla maggioranza degli studenti, che sono nati i blitz (formalmente legittimati da una protesta nazionale condivisa e da leader politici alla ricerca di consensi) che hanno messo in crisi le città e i sistemi di sicurezza delle istituzioni. Chiarendo subito che siamo d’accordo con la richiesta di una diversa riforma della scuola, ci preoccupa l’avere sentito solo dei “no” e nessuna proposta alternativa. Cosa può venire di buono da un movimento sostenuto da una base disimpegnata e che non guida e controlla con l’esercizio della democrazia le azioni di quelli che vanno in strada? Forse è arrivato il momento che in ogni casa i padri e le madri riprendano a fare i genitori e a dispensare esperienza e consigli.
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