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L'uso appropriato della cucina come strumento quotidiano di prevenzione e salute. E' questo il fulcro del Progetto Diana, ideato dal professore Franco Berrino dell'Istituto nazionale tumori di Milano, che partendo dal campus di medicina preventiva realizzato all'interno di Cascina Rosa è giunto in altre cinque città: Napoli, Palermo, Perugia, Potenza e Torino. Alla base dello studio, la convinzione - suffragata ormai dai dati - che riequilibrando la dieta è possibile modificare l'ambiente interno e ridurre, nel sangue, la concentrazione di certi fattori che favoriscono lo sviluppo dei tumori della mammella e che ne ostacolano la guarigione.
Le ricerche del World Cancer Research Found e dell'American Institute for Cancer parlano chiaro: se seguissimo una dieta giusta vi sarebbe una riduzione del 30-40% dell'insorgenza di tumori con punte addirittura del 50% per alcune tipologie di melanomi (colon-retto, stomaco, esofago, mammella e cavo orale).
"Siamo il primo centro in Italia per adesioni - dice Adele Traina, del Dipartimento di Oncologia sperimentale dell'Ospedale Ci-vico - e questo ci permette di ottenere molti più dati utili alla ricerca".
Sono 192 le signore che aderiscono al Progetto Diana di Palermo, finanziato dal Ministero della salute e coordinato dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dall'Istituto Europeo di Oncologia.
A Palermo, inoltre, collaborano l'Assessorato all'Agricoltura, che ogni giovedì fa consegnare i prodotti alimentari necessari per il corso di cucina, e l'Istituto alberghiero Paolo Borsellino, che mette a disposizione gli chef.
"La riscoperta della cucina tipica siciliana - continua Adele Traina, che è anche responsabile del Registro tumori di Palermo e provincia - con l'uso di cereali, legumi, verdure, pesce, cibi di stagione e l'eliminazione di zuccheri semplici, grassi animali e cibi raffinati, riduce i livelli di ormoni endogeni ed estrogeni che aumentano il rischio di ammalarsi di cancro al seno". L'attendibilità di questa affermazione è confermata, come spiega la dottoressa Traina "dai dati ottenuti circa 7 anni fa dal progetto Mediet in cui si è valutato e statisticamente determinato l'impatto della dieta mediterranea sugli ormoni".
Il gruppo delle partecipanti è stato casualmente diviso in due sottogruppi: nel primo i ricercatori forniscono indicazioni su dieta, principi degli alimenti e attività fisica basate essenzialmente sui dati scientifici e su raccomandazioni internazionali; nel secondo, invece, si entra più nella pratica e le signore, due volte la settimana, apprendono l'arte della cucina salutare presso l'Istituto alberghiero, alla presenza dell'équipe del Dipartimento di Oncologia sperimentale.
Per aderire al progetto - che si rivolge a donne operate per tumore al seno ed ha l'obiettivo di valutare se una sana alimentazione ed un'adeguata attività fisica possano ridurre il rischio di recidive nel carcinoma mammario - occorre possedere i seguenti requisiti: avere meno di 70 anni, aver avuto un tumore della mammella negli ultimi cinque anni, non aver avuto recidive ed essere disponibili a modificare lo stile di vita.
La partecipazione attiva implica la disponibilità a modificare la propria alimentazione e lo stile di vita secondo le indicazioni che vengono fornite, a sottoporsi periodicamente ad un prelievo di sangue, ad esami delle urine ed a misurazioni del peso, della circonferenza vita, della pressione arteriosa e rispondere ad alcuni questionari.
La e-mail è: registrotumori@ ospedalecivicopa.org. I numeri di telefono sono: 091/6664345 - 346 - 347 - 339.
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