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Etica ed estetica sono strettamente intrecciate e nella dinamica dei loro rapporti si misura il concetto di grazia e bellezza. La relazione tra etica ed estetica, tra bello e bene, tra spirito e corpo, è una costante nel pensiero filosofico e nella sua storia, così come lo è nelle arti figurative, nella cultura classica, nella letteratura. E così come l'attenzione al rapporto tra etica ed estetica è essenziale nella chirurgia plastica. Malgrado il percorso a volte sia impervio. Poiché se è legittima l'aspirazione umana a correggere i difetti fisici, va tuttavia tenuto in considerazione che il bisturi non è cosa di poco conto. E il chirurgo plastico è un medico che ha il dovere e il diritto di valutare i pro e i contro di ogni intervento e, di fronte a richieste non condivisibili, deve rifiutarsi di operare. Paradosso che si spiega accettando il principio per cui non sempre il concetto di bello e armonioso sono terreno di un accordo pacifico.
Attraverso la storia dell'umanità, l'uomo ha sempre cercato di tendere all'ideale di bellezza. Sculture come la Venere di Milo, il Discobolo di Mirone, le Cariatidi dell'Eretteo sono icone della ricerca del bello attraverso l'equilibrio quasi scientifico delle proporzioni. Proprio questo rispetto per le proporzioni è uno dei canoni estetici ineliminabili.
Attraversando i secoli, passando per le opere di Botticelli, di Leonardo da Vinci o di Michelangelo, risalta subito l'anelito costante degli artisti verso la perfezione. E risalta ancor più il fatto che questo codice di bellezza è sempre vivo e sempre più attuale.
E' pur vero però che non è l'unico. Ideali estetici sono anche attori e attrici.
Nuovi canoni di bellezza vengono determinati dai media, dalle pubblicità, dalle grandi produzioni cinematografiche, dalle passerelle. Spesso, questi stessi emuli estetici sono già il prodotto di alcuni ritocchi e aggiustamenti.
Capita, insomma, che s'insegua un prototipo che è già stato corretto e che, dunque, strictu sensu, prototipo non è.
Oggi i ritocchi sono al centro di reality show e di programmi televisivi. Attraverso lo specchio deformante dell'apparenza televisiva, l'intervento di chirurgia plastica sembra a portata di mano, come una ricetta di cucina o un nuovo taglio di capelli.
Ma fuori dalle suggestioni del tubo catodico, ogni discussione sulla chirurgia plastica riconduce alla questione principale del significato personale di estetica. Perché l'aspetto fisico è un veicolo verso il successo sociale.
Diversi test psicologici hanno dimostrato che la percezione della bellezza è innata; davanti a una serie di persone, un bambino di tre anni si rivolge istintivamente verso la più bella. I colloqui di lavoro sono influenzati dall'aspetto del candidato. Insomma, oggi la chirurgia plastica può modificare un viso o un corpo, ma nell'intervento il medico non può rispondere solo a generici canoni estetici, bensì anche a quelli etici.
E' impossibile stabilire un decalogo, un codice d'onore, un quaderno di regole di comportamento del chirurgo. Ma alcuni punti di riferimento non possono assolutamente essere trascurati. Non si può non concordare con Johannes C. Bruck, quando dice che "una persona è bella quando vive in armonia con il suo aspetto esteriore". Così come, secondo Antonio Tapia, "la bellezza è il giusto equilibrio di spirito ,emozioni e aspetto, questi tre fattori esistono solo se sono correlati reciprocamente l'uno all'altro in un rapporto di scambio costante".
Però, se la bellezza favorisce spesso il successo sociale, non sempre garantisce il benessere individuale. Bellezza e felicità sono strettamente legate, ma nessuna delle due può garantire l'altra.
Detta così potrebbe sembrare un'ovvietà, ma non lo è. E la conferma viene dall'esperienza e dal continuo contatto con pazienti che si rivolgono al bisturi con richieste fuori da ogni canone. Talvolta, può succedere che l'intervento - per esempio una mastoplastica additiva - non sia un desiderio della paziente, ma del compagno.
In casi come questi il rifiutarsi di operare è più che legittimo. Spesso la paziente troppo grassa va dal chirurgo per una liposuzione, e sempre più spesso con la stessa richiesta si presenta una paziente troppo magra. Così come può accadere che la domanda di un seno più grosso arrivi da ragazzine di 14 anni, accompagnate dai genitori.
Questi - eccentrici, incredibili, tristi - sono eccessi. Poi c'è la routine, fatta anche di donne che chiedono seni al di fuori delle proporzioni anatomiche o continui aggiustamenti per labbra e zigomi che diventano sempre più grandi e pronunciati. "Se accondiscendessi a ogni richiesta - dovrebbe pensare ogni medico - non potrei avere più rispetto di me stesso". In queste parole si condensa il nucleo del problema. L'intervento del chirurgo plastico non può essere considerato come un rimedio antidepressivo, oppure come una fabbrica di nuove identità e di improbabili felicità posticce.
Quando la chirurgia plastica mantiene in equilibrio le richieste di un paziente e i vincoli della professione medica, allora il senso dell'estetica coincide con il senso dell'etica.
Le date per le visite specialistiche:
mercoledì 3 giugno dalle 9,30 alle 12,30 e giovedì 4 giugno dalle 14,30 alle 18,00 presso la Clinica Candela.
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