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In Sicilia ci sono cinquemila malati di sclerosi multipla (uno su mille, per cinque milioni di abitanti) cui si aggiungono centocinquanta nuovi casi ogni anno. Ma nessuno di essi, fra poco, potrà accedere ai nuovi trattamenti con il farmaco biologico “Natalizumab” per questioni di budget sanitario.
L'allarme lo lancia da Dusseldorf - dove si è svolto il ventinquesimo
Congresso europeo Ectrims su ricerca e trattamento di questa malattia - Mario Alberto Battaglia, presidente della Fism, la Federazione Italiana Sclerosi Multipla. Un mese di terapia col nuovo farmaco costa 1.620 euro e, per Battaglia, il costo totale annuo della malattia, comprese visite e controlli, è di venti - venticinquemila euro.
"Molto meno - nota il presidente della Fism - dei trentottomila euro che costa mediamente un disabile al Siste-ma Sanitario Nazionale. Per questo, non ha senso limitare un farmaco che impedisce per anni a un malato di trovarsi su una sedia a rotelle". I problemi, secondo Battaglia, sono diversi: certe Regioni cercano di tagliare i costi inducendo i medici a non mettere in terapia i pazienti; altre, come la Sicilia, non autorizzano i centri clinici a fornire il farmaco.
"Attualmente in Sicilia - dice Battaglia - quello di Cefalù è il solo centro autorizzato, ma ai suoi dirigenti è stato già detto che deve interrompere". I siciliani che ne hanno bisogno, dovranno andare altrove per avere la terapia, "ma già le altre Regioni - continua Battaglia - cominciano a dire: io pago per i miei. Proprio nel mese di agosto - conclude Battaglia - i neurologi campani hanno segnalato all'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, il disagio e la difficoltà di gestire i malati. Ma ora si comincia ad avere problemi anche con l'interferone, perchè sono in commercio farmaci diversi, anche con prezzi più bassi, ma non adatti a tutti i pazienti".
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