anno 4
n. 21
1 giugno 2009
sommario


PRIMA 
- EDITORIALE
Siamo noi i responsabili della nostra pelle (di Michele Guccione)

pag. 2: SPECIALE MEDICINA E CHIRURGIA  ESTETICA
-
L'elisir di giovinezza? Bando alle cattive abitudini e allo stress (di Viviana Cinque )
- PUNTI DI VISTA Chirurgia plastica…"di serie A"  ( di Diego Fabra) 

pag. 3: SPECIALE MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA
- Laser e acido ialuronico per migliorare il "lato B" (di Viviana Cinque) 

pag. 4:  SPECIALE MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA
Chirurgia plastica: quel sottile confine tra etica ed estetica (di Carlo Di Gregorio ) 

pag. 5:  SPECIALE MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA
- Ogni giorno più giovane. La filosofia del look naturale in chirurgia plastica e medicina estetica (di Giulio Gherardini )
I discorsi del “Bollino blu” (di Giovanni Alberti )

pag. 6: SPECIALE MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA
- Cambiare con la chirurgia plastica. Aspetti psicologici degli interventi estetici (di Angela Ganci )
- Consigliati

pag. 7: SPECIALE MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA
Chirurgia Plastica: screening a Villa Serena 
- Un corso di formazione per evitare gli incidenti nelle corsie degli ospedali 

pag. 8: CERCHI UNA FARMACIA?

- Farmacie di turno

pagina 2 - SPECIALE MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA
L'elisir di giovinezza? Bando alle cattive abitudini e allo stress
di Viviana Cinque - e-mail

Siamo artefici della nostra senescenza. "È il nostro comportamento che può determinare la precocità o meno dell'invecchiamento biologico", ci spiega il dottore Domenico Gullo, direttore dell'ambulatorio Ginecologia endocrinologica e riproduttiva del CTO Villa Sofia, da sempre interessato alla prevenzione delle malattie e conseguentemente del decadimento cronologico". 

Le ricerche di Gullo sono state il tema del convegno "Longevità, aspetti diversi della donna" che si è tenuto recentemente al Castello Grifeo di Partanna nell'ambito del Programma per lo sviluppo del Servizio Sanitario Regionale, promosso dall'Assessorato alla salute. Il tran tran quotidiano e uno stile di vita non adeguato, caratteristici della società odierna, dunque, sarebbero tra le cause che concorrono all'invecchiamento pre-termine. 

"L'essere umano - continua - sarebbe geneticamente programmato per vivere sino a 130-140 anni. Le più recenti ricerche sostengono che la natura fornisce, alla nascita, un corredo genetico che ci permetterebbe di vivere più anni di quanti ne viviamo oggi.
Sfortunatamente, l'uomo si è imbottigliato in un genere di esistenza che fa, talora, andare in tilt le istruzioni scritte sui geni. 

Le nostre abitudini dannose - dalla dieta errata, all'abitudine al fumo, all'enorme carico di stress, alle sofisticazioni alimentari, al poco esercizio fisico, al pessimismo - fanno sì che le capacità di adattamento del nostro organismo alle nocività esterne si riducano. Da qui, la malattia, l'invecchiamento precoce, la morte prima del tempo programmato". 

In molti credono che il decadimento sia inevitabilmente legato allo scorrere del tempo. "Non è così - spiega Gullo - un esempio sono i tanti soggetti che non mostrano i segni degli anni. Senza scomodare le Sacre Scritture (secondo le quali Abramo visse fino a 175 anni, Mosè lasciò questa vita a 120, Giacobbe a 147), esempi più vicini a noi dimostrano come sia possibile mantenere un cervello e un fisico attivo anche in età avanzata. 

Verdi scrisse il Falstaff a 80 anni, Segovia diede concerti fino a 93, la Bella Otero festeggiò pubblicamente il suo 99°compleanno con l'ultimo suo amore, Henry Miller sposò a 81 anni una giovane di 28. Basta vivere la vita senza eccessi, amandosi, piacendosi e adottando pensieri positivi. È ciò che vuole la natura".

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