anno 4
n. 32
7 settembre 2009
sommario


PRIMA 
- EDITORIALE
L'ottimismo deve prevalere sulla disperazione (di Michele Guccione)

pag. 2: SPECIALE SORDITA’
- PUNTI DI VISTA Intossicati dal rumore (di Diego Fabra)
(Fonte: Ufficio stampa ASL 6 Palermo)

pag. 3: SPECIALE SORDITA’
- L'inquinamento acustico è tra le principali cause di sordità (di Guglielmo Bellavista) 
- Le conseguenze della sordità sulla psiche dell’individuo  (di Angela Ganci) 

pag. 4:  MEDICINA
-
Influenza: vaccino sì, ma aiutiamoci con una vita sana (di Diego Fabra)

pag. 5:  MEDICINA
- Fibrillazione atriale e il cuore pulsa a seicento battiti  (di Sergio Fasullo)

pag. 6: MEDICINA 
- In vacanza con la lettera di presentazione del medico (di Valeria Russo)
- Consigliati

pag. 7: INIZIATIVE
- Health day: un progetto per la raccolta di fondi 
per l'allestimento di un bunker di Radioterapia a Ragusa
(Fonte: Ufficio stampa Unicredit)
- Cerchi una farmacia?

pagina 3 - SPECIALE SORDITA’
Le conseguenze della sordità sulla psiche dell’individuo 
di Angela Ganci - Psicologa psicoterapeuta, mediatrice familiare - e-mail

Tra tutte le disfunzioni e patologie che interessano i cinque sensi, sicuramente la diminuzione (fino alla perdita) della capacità uditiva è tra le più debilitanti.
Infatti, attraverso l'udito, l'essere umano riceve informazioni essenziali dal mondo circostante per orientarsi, organizzare le proprie azioni e comunicare in modo adeguato, stabilendo rapporti sociali soddisfacenti.

Nelle prime fasi di sviluppo, inoltre, l'integrità della funzione uditiva è essenziale per il proprio sviluppo intellettuale e del linguaggio. Fin da subito si comprende come un danneggiamento dell'udito conduca a pesanti conseguenze sul piano della vita concreta e, quindi, sulla vita psicoaffettiva: ansie, preoccupazioni, sentimenti d'impotenza, fino alla rinuncia volontaria a comunicare e ad incuriosirsi per le novità. La sordità sfocia in vissuti di sconforto estremo e di depressione per non esser più capaci di ascoltare i suoni del mondo e non riuscire, così, più a partecipare attivamente, per esempio, a discussioni tra amici, con il risultato di sentirsi isolati, fino ad autoescludersi in prima persona.

Tale esito, però, non è, fortunatamente, inevitabile. Infatti, secondo la teoria dello studioso J. Bowlby, la perdita dell'udito comporta diversi "stadi", con esiti variabili. Secondo l'autore, a partire da una fase di sofferenza per un evento spiacevole ed inatteso, attraverso una negazione del deficit, si arriva alla presa di coscienza del problema che, se in alcuni casi, può rinforzare confusione e disperazione, in altri spinge l'individuo a reagire, accettando la nuova condizione di vita.

La maggior parte degli studi attuali riconosce l'estrema importanza delle reazioni supportive dell'ambiente esterno, in particolare nell'ultima fase in cui, sulla base di un rapporto di fiducia, la persona accetterà più facilmente metodi appositamente collaudati per superare le limitazioni connesse al suo problema.

Un soggetto con una ridotta capacità uditiva potrà, così, beneficiare di strumenti che potenzino le capacità residue, come le protesi acustiche. 

Anche in caso di completa perdita dell'udito, però, si può puntare su potenzialità ancora integre per superare, per quanto possibile, i limiti imposti alla vita personale e sociale. Si tratta, in questi casi, di migliorare la qualità della vita attraverso adeguati strumenti, (come la ben nota "Lingua dei segni") che utilizzano capacità visive non colpite da alcun deficit e favoriscono progressivamente l'autonomia ed il benessere della persona.

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