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pagina 4 - MEDICINA | |||
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| Influenza: vaccino sì, ma aiutiamoci con una vita sana | ||||
| di Diego Fabra - e-mail | ||||
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L'opinione pubblica si chiede cosa avverrà quest'inverno. L'attesa di un nuovo pericolo per la no-stra salute è stata alimentata da comunicati continui. Bollettini "di guerra" conditi dalle peggiori previsioni. Nonostante le apparenze stiamo parlando solo di influenza. Tutti ormai conosciamo la sigla A H1N1 e nel nostro immaginario appare come la sigla di una testata nucleare pronta ad esplodere vicino casa. Avevamo previsto, insieme a tanti addetti ai lavori, che il tutto si sarebbe concluso con l'utilizzo di vaccini specifici da somministrare alla popolazione. Ci siamo. Riportiamo il comunicato diramato dal maggior sindacato dei medici di famiglia. "Dal 15 novembre tutti i medici di famiglia saranno coinvolti e praticheranno le vaccinazioni nei loro studi. I primi a poter usufruire del vaccino saranno le persone piu' esposte all'infezione e che, quindi, la potrebbero più facilmente trasmettere. La strategia scelta è, infatti, quella volta a proteggere la popolazione, non i singoli individui. L'effetto della vaccinazione è far crollare la diffusione, ridurre il più possibile l'evenienza di una grande pandemia in Italia. E’ prevista una riunione tra il ministero della Salute, l'Istituto superiore di Sanità, le Regioni e i rappresentanti dei medici, per pianificare il tutto. Attraverso il sistema di monitoraggio del-l'Istituto superiore di sanità, sempre più preciso con il passare del tempo saremo in tempo per correggere eventuali comportamenti, qualsiasi cosa dovesse succedere. Naturalmente sarà anticipata al primo ottobre la profilassi per la normale influenza stagionale. Come tutti i vaccini, anche quello per l'influenza A non dà garanzie di immunità' assoluta, la copertura è sempre dal 50 al 70 per cento, raramente si potranno verificare piccolissime reazioni febbrili che, comunque, non saranno incompatibili con l'attività lavorativa. Il vaccino per l'influenza A necessita, inoltre, di un richiamo da fare dopo un mese." Allora, dobbiamo potenziare tutte le difese naturali. Lo stile di vita più idoneo deve prevedere, innanzitutto, prudenza nei contatti. Gli ambienti devono essere costantemente sorvegliati nel ricambio d'aria. Dire con molta chiarezza a chi è in stato febbrile, specie se accompagnato dai sintomi influenzali, di allontanarsi dagli ambienti di lavoro o di studio. Non occorre un confinamento completo, ma, ripetiamo, una certa prudenza. Gli alimenti da privilegiare sono quelli ricchi di vitamine e di minerali: frutta, cereali, legumi, verdure fresche. Lavare le mani con assiduità: un buon detergente, tanta schiuma e sciacquare con molta acqua. Utili tutti quei rimedi atti a potenziare in modo aspecifico l'immunità: rimedi omeopatici, lisati batterici, probiotici. Infine, praticare sport e passeggiate all'aria aperta, ma senza incorrere in leggerezze che pagheremmo immediatamente. Anche lo sport ha delle regole di prudenza. Dunque, come si può notare, il medico di famiglia è accanto alla popolazione per tranquillizzare, per ammonire, per prevenire. Non occorre affollare i già stracolmi reparti di pronto soccorso cittadini. Ma sarà sufficiente dar retta ai consigli e al buon senso e tutto si sgonfierà come l'ennesima bolla di sapone. |
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