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pagina 5 - SPORT E SALUTE | |||
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| Le “cattedrali nel deserto” dello sport | ||||
| di Francesco Trupia - e-mail | ||||
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Quella che una quindicina di anni fa poteva essere definita un'isola felice, oggi è una barca alla deriva. Perché organizzare a Palermo un evento sportivo di alto livello è diventato così difficile o mantenere una società importante ormai è quasi impossibile? Due problemi correlati in un viaggio costante tra mille incertezze, a cui i nostri dirigenti stanno facendo il callo, che risulterebbe assurdo agli occhi disincantati di chi sta fuori da una realtà come la nostra. A Milano, Torino, Parma, Treviso o Roma, infatti, la storia è diversa. Da noi c'è sempre qualcosa che non va nella direzione giusta, tante persone sono costrette a dire "basta, mi fermo qui, non si può andare avanti così". Palermo ha una impiantistica che si può definire fatiscente senza paura di essere smentiti. Tante le soluzioni che si sarebbero potute prendere nei tempi giusti. Soluzioni che le varie Amministrazioni succedutesi negli anni, senza distinzioni tra destra e sinistra, hanno ritenuto rinviabili. La piscina Olimpica è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L'impianto di viale del Fante è stato chiuso a singhiozzo nell'ultimo anno e mezzo: sciopero degli Lsu, crolli e per ultimo la poca sicurezza della caldaia hanno messo in ginocchio la struttura con il maggior numero di presenze a Palermo. Il Comune ha cercato di porre rimedio, con decisioni tampone, alla chiusura dell'Olimpica a tempo indeterminato. In settimana la piscina è stata riaperta grazie ad un accordo con l'Amg, che si occupa della manutenzione ordinaria e soprattutto di quella straordinaria. Di fatto sono stati sostituiti i boiler delle caldaie, motivo principale dei problemi all'impianto termico. La struttura dovrebbe essere riportata ad un perfetto funzionamento entro giugno, dando le necessarie rassicurazioni a tutte le società per il corretto svolgimento dei corsi di nuoto e dell'attività agonistica. Società che in questi mesi sono state costrette a fare i salti mortali per non perdere iscritti e per fare allenare i propri atleti in condizioni umane. C'è, però, anche di peggio. Zamparini vuole costruire lì il nuovo stadio del Palermo, ma finora non ha potuto. Senza contare l'organizzazione delle manifestazioni nazionali ed internazionali, dal tennis all'atletica, cancellate (Internazionali maschili del Circolo del Tennis e la Supermarathon cosiddetta Palermo d'Inverno) o costrette a barcamenarsi tra costi sempre più alti, mancanza di finanziamenti adeguati e persino problemi minimi giornalieri come gli scioperi pilotati dei vigili e le multe per mancanza di permessi concessi, negati e di nuovo concessi (Vivicittà o gli Internazionali femminili del Country). Organizzatori che lavorano da anni con tanta passione e non solo per… lasciare a casa una moglie brutta e opprimente. "Vorremmo continuare su questa strada - conclude Sagona - anche in vista della prossima stagione, perché, oltre a migliorare i rapporti fra gli extracomunitari, si può davvero realizzare una squadra di buon livello anche per campionati ufficiali". |
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