anno 4
n. 12
30 marzo 2009
sommario


PRIMA 
- Editoriale
Che il silenzio urli (di Michele Guccione)

pag. 2: LETTERE AL DIRETTORE
-
Medici estetici col “bollino blu” 
- Screening al seno: "Un servizio puntuale, garbato, professionale" 

pag. 3: INIZIATIVE
- L'isolamento dell'handicap si vince con un click (di Edoardo Ullo) 
- Legalità e recupero: “In&Out” e il detenuto si trasforma in operaio (di Viviana Cinque) 

pag. 4:  SPORT E SALUTE
-
Cricket a Palermo: sport e strumento d'amicizia fra etnie diverse (di Edoardo Ullo) 
- Il cuore sano può fibrillare (di Sergio Fasullo)
- Inbox

pag. 5:  SPORT E SALUTE
- Le “cattedrali nel deserto” dello sport  (di Francesco Trupia)
- punti di vista Alcuni buoni motivi 
per uscire di casa
 (di Diego Fabra)
- Annunci immobiliari

pag. 6: MEDICINA
- Un valido aiuto ai malati di diabete (di Santi Pinelli)
- Consigliati

pag. 7: NUTRIZIONISTICA
-
Una dieta adeguata per ridurre i rischi di tumore alla mammella: “Progetto Diana” al Civico  (di Viviana Cinque) 
- mangiarbene
I fagioli azuki  (a cura dello Studio Nutrizione e Dietetica) 

pag. 8: CERCHI UNA FARMACIA?
- Farmacie di turno

pagina 5 - SPORT E SALUTE
Le “cattedrali nel deserto” dello sport 
di Francesco Trupia - e-mail

Quella che una quindicina di anni fa poteva essere definita un'isola felice, oggi è una barca alla deriva. Perché organizzare a Palermo un evento sportivo di alto livello è diventato così difficile o mantenere una società importante ormai è quasi impossibile? Due problemi correlati in un viaggio costante tra mille incertezze, a cui i nostri dirigenti stanno facendo il callo, che risulterebbe assurdo agli occhi disincantati di chi sta fuori da una realtà come la nostra. A Milano, Torino, Parma, Treviso o Roma, infatti, la storia è diversa. Da noi c'è sempre qualcosa che non va nella direzione giusta, tante persone sono costrette a dire "basta, mi fermo qui, non si può andare avanti così". 

Palermo ha una impiantistica che si può definire fatiscente senza paura di essere smentiti. Tante le soluzioni che si sarebbero potute prendere nei tempi giusti. Soluzioni che le varie Amministrazioni succedutesi negli anni, senza distinzioni tra destra e sinistra, hanno ritenuto rinviabili. La piscina Olimpica è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L'impianto di viale del Fante è stato chiuso a singhiozzo nell'ultimo anno e mezzo: sciopero degli Lsu, crolli e per ultimo la poca sicurezza della caldaia hanno messo in ginocchio la struttura con il maggior numero di presenze a Palermo. Il Comune ha cercato di porre rimedio, con decisioni tampone, alla chiusura dell'Olimpica a tempo indeterminato. In settimana la piscina è stata riaperta grazie ad un accordo con l'Amg, che si occupa della manutenzione ordinaria e soprattutto di quella straordinaria. 

Di fatto sono stati sostituiti i boiler delle caldaie, motivo principale dei problemi all'impianto termico. La struttura dovrebbe essere riportata ad un perfetto funzionamento entro giugno, dando le necessarie rassicurazioni a tutte le società per il corretto svolgimento dei corsi di nuoto e dell'attività agonistica. Società che in questi mesi sono state costrette a fare i salti mortali per non perdere iscritti e per fare allenare i propri atleti in condizioni umane. 
Addirittura in molti sono stati obbligati a spostarsi a Terrasini. Poi, non c'è da stupirsi se i nostri campioni del futuro di nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato emigrano o le nostre squadre crollano dal Paradiso dei campionati di A1 all'Inferno della serie C con il conseguente "fuggi fuggi" di sponsor ed entrate economiche. 

C'è, però, anche di peggio. 
Il Palasport di Fondo Patti. Una vera cattedrale nel deserto, che ha atteso circa 30 anni per essere costruita e ne sta impiegando meno di 10 per essere demolita dalle intemperie (vento, pioggia) e dalla cattiva gestione. Servono troppi soldi per riparare l'impianto, ma chi si voleva sobbarcare la spesa in tempi non sospetti (ovvero una importante società di basket) è stata fatta fuggire a gambe levate. Oggi, a quasi un anno di distanza dalla tromba d'aria che colpì la struttura, il tetto rimane scoperchiato e all'interno non si contano i danni, per colpa di una burocrazia cieca, impedendo persino lo svolgimento dei concerti. Questi ultimi si sono spostati al Velodromo. Altro "casus belli" cittadino. 

Zamparini vuole costruire lì il nuovo stadio del Palermo, ma finora non ha potuto. 
Tra i suoi sani oppositori anche le società di sport minori, come ad esempio il ciclismo su pista, il rugby ed il football americano. Un impianto lasciato, comunque, alla deriva come lo stesso "diamante" del baseball utilizzato con il contagocce. 

Senza contare l'organizzazione delle manifestazioni nazionali ed internazionali, dal tennis all'atletica, cancellate (Internazionali maschili del Circolo del Tennis e la Supermarathon cosiddetta Palermo d'Inverno) o costrette a barcamenarsi tra costi sempre più alti, mancanza di finanziamenti adeguati e persino problemi minimi giornalieri come gli scioperi pilotati dei vigili e le multe per mancanza di permessi concessi, negati e di nuovo concessi (Vivicittà o gli Internazionali femminili del Country). 

Organizzatori che lavorano da anni con tanta passione e non solo per… lasciare a casa una moglie brutta e opprimente.

"Vorremmo continuare su questa strada - conclude Sagona - anche in vista della prossima stagione, perché, oltre a migliorare i rapporti fra gli extracomunitari, si può davvero realizzare una squadra di buon livello anche per campionati ufficiali".

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