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pagina 3 - COSTUME | |||
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| La bicicletta: storia e attualità della più poetica e salutare invenzione di tutti i tempi | ||||
| di Mariella Falzone - mariellafalzone@virgilio.it | ||||
Il veicolo antenato della bicicletta sembrerebbe risalire al 9500 a.C., pare che in Cina già a quell'epoca venissero utilizzati carri a due ruote, per il trasporto delle merci, così come in Egitto intorno al 4000 a.C. In Europa durante la Rivoluzione francese il conte Mede de Sivrac progettò e realizzò una macchina elementare detta velocifero. Si trattava di una struttura rigida in legno, montando a cavalcioni si imprimeva il movimento con la spinta dei piedi a terra, divenne ben presto un lussuoso giocattolo per adulti, talvolta di forme fantasiose e bizzarre che ricordavano il corpo del cavallo, del serpente, o del leone.
Nel 1861 il giovane Ernest Michoux, che lavorava nell'officina meccanica del padre, pensò di montare su una draisina i primi pedali, fissandoli al perno di una grande ruota anteriore, il risultato fu tecnicamente piuttosto simile alle attuali biciclette e segnò l'inizio della produzione su larga scala. Nello stesso secolo in molte città europee e americane si diffusero le prime manifestazioni sportive ciclistiche e nel 1869 si tenne a Londra il primo raduno internazionale di bici. Ma fu all'inizio del nuovo secolo che in Italia la bicicletta. godette di grande popolarità, cominciarono i Tour de France e i primi Giri d'Italia, si affermarono gli indimenticabili Bartali e Coppi che divennero presto leggenda. Dagli anni '60 la maggior parte delle bici vendute furono quelle da corsa, in principio usate soltanto da ciclisti professionisti. Con l'apporto di piccole modifiche divennero oggetti di uso comune, molto simili ai nostri "Ibridi"(una combinazione tra bici da passeggio e bici da corsa). Negli anni '80 il mercato di auto e motocicli in rapida ascesa ha forgiato desideri e bisogni di intere generazioni e ha imposto i suoi prodotti come veicoli di successo felicità e benessere. Così che il più poetico tra i mezzi di trasporto celebrato dalla letteratura e filmografia di tutti i tempi: da "Ladri di biciclette", al "Postino" a "Io non ho paura" è lentamente scomparso, soprattutto dall'immaginario collettivo. Si assiste oggi a una timida riscoperta di questo mezzo di locomozione silenzioso e affascinate, coloro che con disinvoltura pedalano per le vie della nostra città, sono in maniera inaspettata anziani, forse in memoria dei gloriosi tempi passati, soprattutto stranieri: asiatici, africani, e giovani con in spalla il pesante zaino. La cultura della bici è risorsa un po' in tutta Italia, anche grazie al contributo delle associazioni di ciclismo urbano, dal forte potenziale aggregativo. Nella nostra città la carenza di piste ciclabili, non ha certo favorito l'uso della bici, così come i passaggi da vie e piazze sistematicamente allagate, le strade invase da rifiuti che esalano un lezzo irrespirabile. Tuttavia una inversione di tendenza al riguardo, rappresenterebbe un vantaggio per tutta la collettività: si arriva prima, si parcheggia agevolmente, si risparmia, non si sprecano risorse energetiche, si fa del sano movimento, con una vasta scelta di itinerari, passaggi suggestivi all'interno di giardini, ville, piazze, vicoli. Il rischio di imbattersi in folate di vento, che trasportano qualche rifiuto di troppo, potrebbe essere un piccolo prezzo da pagare, in cambio di un maggiore benessere e una migliore qualità di vita che l'uso della bicicletta comporta. |
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