anno 5 - n. 2 dell'11 gennaio 2010

sommario

PRIMA
- EDITORIALE
Riforma sanitaria. E' questa la giustizia? (di Michele Guccione)

- Invalidità civile: domande solo on-line risposte entro 120 giorni
- PUNTI DI VISTA Viaggio nel tempo (di Diego Fabra)

pag. 3: COSTUME
-
La bicicletta: storia e attualità della più poetica e salutare invenzione di tutti i tempi (di Mariella Falzone)

pag. 4:  MEDICINA
-
Anche il cuore sano può fibrillare (di Sergio Fasullo)
- All’Ospedale dei bambini: un’aula informatizzata per i pazienti dell'Oncoematologia pediatrica 

pag. 5: MEDICINA
- In caso di dolori articolari quali farmaci antinfiammatori è possibile usare senza causare danni al cuore? (di Arcangrlo Giamporcaro)
- Cancro al seno: iniziativa pilota nella cultura della prevenzione

pag. 6: INIZIative
-
Sviluppo e solidarietà: le giornate del volontariato
- SPresentata a Palermo iniziativa 
per lo sviluppo del territorio di Brancaccio

- Annunci immobiliari

pag. 7: SERVIZI
-
Cerchi una farmacia?
- Consigliati

 
pagina 4 - MEDICINA
Anche il cuore sano può fibrillare
di Sergio Fasullo - Dirigente medico cardiologo UTIC Ecocardiografia del Presidio Ospedaliero "G.F. Ingrassia" - sergiofasullo@libero.it

Ovviamente il mio cuore è sano e attualmente ho un elettrocardiogramma perfetto ( in ritmo sinusale cioè normale)… Almeno fino a quando non si verificherà il prossimo cortocircuito (la prossima fibrillazione atriale) che manderà di nuovo in tilt tutto il sistema cardiaco!" 

Comunicare con il paziente e spiegargli da cosa sia affetto non è sempre facile per il medico, soprattutto quando non si sono ancora scoperti i meccanismi fisiopatologici sottostanti dell'insorgenza della malattia.

Nel 1953 l'inglese Swann coniò il termine "lone” atrial fibrillation (in italiano "sola” o “isolata" fibrillazione atriale) per descrivere quei casi nei quali gli esami escludevano qualsivoglia malattia di cuore.

Non passa giorno che il cardiologo non si trovi davanti ad uno o più soggetti con fibrillazione atriale isolata. 

Da noi si preferisce chiamarla fibrillazione idiopatica, patologia peculiare ancora non individuata. Difficile spiegare perché compaia e come si possa fare per prevenirla. 
La maggior parte delle persone conosce le conseguenze, cioé l'infarto (“… mi si è chiusa un'arteria del cuore”) e problemi alle valvole (“…ho un soffio al cuore”), ma in pochi conoscono le aritmie, come per esempio la fibrillazione atriale (“…ho avuto delle palpitazioni”). 

Oggi sappiamo come la prevalenza della fibrillazione atriale idiopatica (nelle forme parossistiche più che in quelle persistenti) si aggira intorno al 2 per cento e questo gruppo di casi "pochi ma buoni" con cuore sano è costituito per quasi l'80 per cento da maschi con età media di quarantaquattro anni. 

Queste forme di fibrillazioni atriali che regrediscono da sole (cioè senza intervento farmacologico) o, sovente dopo intervento medico-farmacologico, spesso ritornano diventando fastidiose per il paziente. 

Si è visto nel corso degli anni come alcune patologie non cardiache possono inserirsi nei meccanismi che scatenano il cortocircuito generando la fibrillazione. 
Possono andare incontro a fibrillazione pazienti ipertesi, diabetici, tiroidei, alcolisti ("del weekend" o cronici), obesi e con patologie gastritiche, come il reflusso gastroesofageo.

 

 

 

 

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