anno 4
n. 4
2 febbraio 2009
sommario


PRIMA 
- Editoriale
Gigi Rizzo non si spezza
  (di Michele Guccione)

- Punti di vista
Cercatori d'acqua
  (di Diego Fabra)
 

pag. 2: MEDICINA
- Mamma allatta il tuo bambino al seno (di Maria Rosaria Maresi)

pag. 3: MEDICINA
- Depressione post partum. Superiamola con tanta "tenerezza" (di Enza Bruno) 
- Inbox

pag. 4:  REDAZIONALE
-
Progress: Dalla parte della salute

pag. 5: UN PO' DI RELAX 

- Giochi

pag. 6: ATTUALITA’
- 32 milioni al Distretto socio-sanitario di Palermo
- Un libro su Bernadette e Lourdes
- Consigliati

pag. 7: RUBRICHE
- Previdenza e lavoro Legge 104/92: congedi e permessi per assistenza a familiare con handicap (di Eugenio Scotto 
  Di Tella)

- Mangiarbene
Riscopriamo l’olio di semi (a cura dello Studio   Nutrizione e Dietetica)

pag. 8: CERCHI UNA FARMACIA?
- Farmacie di turno
- Annunci immobiliari

pagina 3 MEDICINA
Depressione post partum
Superiamola con tanta "tenerezza"
di Enza Bruno - con la consulenza del Dott. Giovan Battista Tripoli, 
specialista in Ginecologia e Ostetricia

La depressione post partum, è il disturbo più comune, che colpisce ogni donna dopo aver dato alla luce la propria creatura e di solito esordisce due o tre giorni dopo il parto, quando la neo mamma comincia ad avvertire ansia, umore altalenante e sensazione di instabilità. Le donne, che hanno partorito da pochi giorni, spesso lamentano uno stato di astenia con rallentamento intellettivo, dismnesia, dimagrimento, disturbi del sonno e dell'appetito. Tutto questo può accompagnarsi anche a una certa irritazione immotivata nei confronti del neonato, del coniuge o di eventuali altri figli. 

Tratti caratteristici sono poi il pianto senza ragione, le difficoltà a prendere sonno e a mangiare aggravati dalla nuova situazione familiare che impone, invece, un impegno fisico e intellettuale costante per accudire il neonato, ricevere i parenti, essere sempre all'altezza della situazione. 

Il senso di inadeguatezza è il sentimento più devastante che attenta all'equilibrio psichico di ciascuna neo mamma, e, quasi sempre, anche fare le scelte più ovvie diventa un'impresa impossibile. Qualche volta, questa sensazione di malessere, può prolungarsi nel tempo, diventando una vera e propria patologia, ma, per fortuna, accade solo in pochissimi casi e soprattutto in coloro che presentavano, già da prima, una situazione nevrotica latente.

L'unico rimedio per aiutare la neo mamma e superare questa crisi depressiva è "non lasciarla mai sola con se stessa", ma seguirla, assecondando i suoi sbalzi d'umore, sostenendola nell'impegnativo lavoro quotidiano di cura della nuova famiglia e guidandola nell'accogliere questa nuova vita che la carica di responsabilità, spesso al di sopra della sue stesse potenzialità. Questi sintomi e comportamenti possono anche presentarsi in modo intermittente ma, di solito, si risolvono nell'arco di un paio di settimane e senza necessità di alcun trattamento. Il corpo della donna, che ha appena partorito, appare trasformato, prima dalla gravidanza, ma soprattutto perché assume adesso una funzione diversa, ma altrettanto importante, per il sostentamento del bimbo appena nato e cioè l'allattamento. Il gesto di allattare un bimbo non è solo poetico e commovente ma è un misto di fisicità e psiche. 

Nel corso della gravidanza il rapporto madre-embrione era, infatti, un vero e proprio rapporto "viscerale", Il corpo della donna era un perfetto "laboratorio alchemico", all'interno del quale si stava sviluppando la cosa più importante: "la vita". 

Psicologicamente, inoltre, il periodo della gravidanza era uno "stato di grazia", nel corso del quale ogni donna si trova all'apice del proprio potere nei confronti del partner e di chi le sta intorno, essendo totalmente al centro dell'attenzione. Quando nasce il bimbo, l'attenzione si sposta nei confronti del nuovo nato e la madre sente, inconsciamente, di essere stata defraudata di quella parte di sé che adesso è diventata "altro". Con l'allattamento, invece, si protrae la funzione di sostentamento e crescita di questo nuovo essere che è venuto alla luce, ma soprattutto evolve il metodo di nutrimento. Non sarà più infatti il cordone ombelicale a trasferire nutrimento ma le mammelle che, da ora in poi, svolgeranno la loro funzione primaria e cioè quella di nutrire, con l'unico alimento ideale che esiste in natura per il bimbo appena nato. Il contatto madre-bimbo, durante la suzione, è fatto di fisicità, di calore, di odori, ma soprattutto di "tenerezza". Una tenerezza che serve al bambino per diventare un adulto sano, forte e senza paure, ma serve anche alla madre che riuscirà gradualmente ad elaborare il lutto della separazione fisica dalla sua creatura e quindi a sentire meno il peso dell'inadeguatezza che fa scaturire la depressione post partum. Ogni madre sa esattamente di cosa stiamo parlando e il taglio del cordone ombelicale segna, per tutte, un momento difficile da accettare. 

Il bimbo, che prima era un corpo nel corpo, quasi un organo vitale all'interno di ciascuna, diventa un essere a sè stante; comincia a respirare da solo, a nutrirsi da solo e poi comincerà a camminare con le proprie gambe allontanandosi sempre di più dalla madre. La natura però ci ha dato la possibilità di affrontare gradualmente questo distacco, regalandoci, attraverso l'allattamento, un nuovo momento di sintesi che in qualche modo continua quel rapporto simbiotico che c'era stato durante la gravidanza, aiuta entrambi, a crescere e ad accettarsi come due mondi che lentamente si trasformano, ma che per tutta la vita, resteranno legati da un legame inscindibile, che servirà da nutrimento dell'anima.

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