| pagina 3 - PROBLEMI SOCIALI | |||
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| Ex Onpi: licenziato dopo ventidue anni di servizio |
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| di Viviana Cinque - e-mail | |||
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Ventidue anni di servizio in cui ha toccato con mano la sofferenza degli an-ziani degenti dell'Ex Onpi, li ha accuditi nell'espletamento delle loro funzioni vitali, ha cucinato per loro. Oggi Mario Cascio, operatore della struttura di Piazza della Serenità 5 a Partanna Mondello, è stato licenziato e non sa perché. All'età di 47 anni è costretto a cambiare città in cerca di un lavoro. Nella sua voce - lo abbiamo raggiunto al telefono dopo aver ricevuto una sua mail in cui ci raccontava la sua storia - tanta rabbia e delusione per il modo di gestire la struttura da parte dell'amministrazione comunale. "Ho lavorato per l'ex Opera Nazionale per i Pensionati d'Italia per più di un ventennio - spiega Cascio - e in questi anni ho visto passare tantissime cooperative che in seguito al bando si aggiudicavano la gestione per periodi più o meno lunghi. Ho rivestito diverse mansioni e ho svolto il mio lavoro sempre nel rispetto delle persone, dei colleghi e dell'amministrazione. Tuttavia non sono stato ripagato con la stessa moneta, con la medesima correttezza. Da giugno dello scorso anno non percepisco stipendio, non ho avuto la tredicesima e tantomeno il TFR". Secondo l'ex dipendente, al quale fanno compagnia altri due lavoratori licenziati, "il Comune non si è mai interessato a far diventare l'Onpi una struttura modello, si è occupato soltanto di incassare le rette degli anziani per spenderle in altri settori e non per la Terza età". Un declino che secondo Cascio sarebbe stato agevolato dalla gestione delle diverse cooperative che si sono avvicendate. La Nuovo Millennio e l'etnea Luigi Sturzo, che hanno gestito la struttura dal 2004 all'inizio del 2009, hanno gettato la spugna e fatto decreto ingiuntivo al Comune per 552 mila euro. La struttura è in condizioni fatiscenti, la manutenzione assente e, secondo la moglie di Mario Cascio, "a complicare il tutto la cattiva abitudine del Comune di affidare servizi di 15-30 giorni a cooperative ed altre che sfruttano il personale". La vicenda dell'ex Onpi è arrivata alla ribalta al'inizio di quest'anno quando il sindaco Cammarata proprio "in considerazione dello stato in cui versano i locali che non appaiono più adatti ad ospitare gli anziani" disponeva il trasferimento dei canuti degenti in altre case di riposo. La decisione è stata revocata qualche mese dopo, anche se, come ha specificato l'assessore alle Attività sociali Stefano Santoro, "era stata determinata esclusivamente dalla necessità di ristrutturare l'immobile e di adeguarlo a tutti gli standard di sicurezza previsti dalla legge". Una forte opposizione alla proposta di trasferimento è arrivata sia dagli anziani, sia dalla comunità che ha fatto pervenire al Comune una petizione popolare per evitare lo sgombero poichè questa decisione avrebbe significato per gli anziani della struttura un cambiamento significativo dai forti risvolti non solo fisici, ma anche psicologici. |
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