anno 4
n. 24
22 giugno 2009
sommario


PRIMA 
- EDITORIALE
Un paradiso umano 
insidiato dall’avidità
(di Michele Guccione)

pag. 2:SERVIZI
-
Un'estate in compagnia per giovani e anziani di tutte le età 
- "Misuriamo" la pelle per scegliere il trattamento migliore
 

pag. 3: PROBLEMI SOCIALI
- Ex Onpi: licenziato dopo ventidue anni di servizio  (di Viviana Cinque) 
- Senza soldi, niente riabilitazione (di Salvatore Crispi) 

pag. 4:  MEDICINA
-
Steatosi epatica: un italiano su due ha il "fegato grasso" (di Viviana Cinque)
- MANGIARBENE: Taboulè: inizia l'estate (a cura dello Studio “Nutrizione e Dietetica”)

pag. 5:  MEDICINA
- Verità e false credenze per il fegato in salute (di Diego Fabra )

pag. 6: SALUTE E BENESSERE
- Noi non siamo solo corpo. La scienza fa yoga (di Fabrizio Dieli )
- Consigliati

pag. 7: RUBRICHE
Niente soldi? La soluzione c'è. Per un'estate contro la crisi le proposte del nostro "sportello amico" 
- LA SCHEDA Dott. Giovanni Alberti 
- Annunci Immobiliari

pag. 8: CERCHI UNA FARMACIA?

- Farmacie di turno

pagina 5 - MEDICINA
Verità e false credenze per il fegato in salute
di Diego Fabra - e-mail

Come tutti sanno, alcuni cibi non possono essere consumati se si ha una malattia cronica di fegato. Una delle cose più difficili, in generale, è cambiare le abitudini alimentari errate. Il modo con cui ciascuno di noi si alimenta dipende, come la lingua che parla, da ciò che gli è stato insegnato da piccolo e, si sa, imparare qualsiasi lingua è molto più facile quando si è piccoli, che non quando si è adulti. Lo stesso vale per imparare ad alimentarsi bene.

In linea di massima, va detto che i fondamenti della classica dieta mediterranea sono validi in generale anche per quel che riguarda la salute del fegato. Una delle patologie più frequenti riscontrabili oggi è la steatosi del fegato. Da una recente indagine epidemiologica, nel Comune di Campogalliano, vicino Modena, la steatosi epatica (o fegato grasso, come viene chiamato dagli Inglesi) è presente nel 23% delle persone che sono normopeso e che non bevono alcolici o vino, nel 48% delle persone che sono normopeso, ma bevono più di 60 grammi di alcool al giorno (l'equivalente di circa una bottiglia di lambrusco al giorno), nel 76% delle persone che sono obese, anche se astemie e, addirittura, nel 94% delle persone che sono obese e che bevono più di 60 grammi di alcool al giorno. Nasce da sé che i due fattori più importanti che causano il fegato grasso sono l'abuso di bevande alcoliche (anche il vino o la birra sono bevande alcoliche…) e l'alimentazione non corretta che porta al sovrappeso ed alla obesità. 

Il fegato grasso, comunque, non è una vera e propria malattia, perché soltanto in meno del 10% dei casi, può portare a condizioni più gravi come la cirrosi, ma è una condizione patologica che denota un'alimentazione non corretta e che può portare ad un aumento di dimensioni del fegato, visibile e misurabile all'ecografia, e, a volte, ad alterazione di alcuni esami del sangue. L'aumento dei valori delle transaminasi o di altre reazioni enzimatiche (ad esempio, gamma GT) indica per grandi linee la sofferenza o la morte di alcune cellule epatiche. Il fegato grasso è un fegato che lavora sempre male, ma, comunque, cui si può rimediare proprio attraverso una dieta corretta. Come? Per prima cosa occorre verificare l'Indice di Massa Corporea, che è il modo migliore per sapere se il peso di un individuo è normale.

In secondo luogo occorre capire se l'introito di alcool quotidiano supera i 30 grammi, che è la soglia di sicurezza, o, addirittura, va oltre i 60 grammi di alcool al giorno, l'equivalente, cioè, di una bottiglia di vino a bassa gradazione (circa 8-9 gradi), oppure l'equivalente di due bicchierini di superalcolici. 
L'abuso di alcool è, ancora oggi, la seconda causa di cirrosi in Italia, anche se, negli ultimi 20 anni, il consumo pro-capite di alcool degli italiani si è dimezzato.

Oggi, purtroppo, c'è maggior abuso di alcool nei giovani rispetto al passato. Nuove abitudini dipingono scenari preoccupanti. Si chiama "aperitivo rinforzato": spesso è solo l'occasione per inghiottire quantità di alcool smodate. E, dopo, scatta la rissa. Sembra assurdo, ma in maniera sempre maggiore i giovani cercano la lite violenta. Una miscela esplosiva d'incoscienza e insoddisfazione sta alla base della "noia" targata duemila. Non dimentichiamo, del resto, che l'alcool è considerato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una vera e propria droga. 
E' necessario, dunque, prevenire i disordini e gli squilibri che portano alla steatosi epatica, attraverso il rispetto di alcune regole fondamentali:

1. Se si possono bere alcolici, occorre moderare il loro consumo: la quantità ideale non dovrebbe superare i 30 grammi, l'equivalente di un paio di bicchieri di vino a gradazione media, consumati durante i pasti. 

2. Introdurre sempre una dieta equilibrata, composta per la maggior parte da carboidrati (cioè frutta, riso, cereali, patate, legumi), anche se mai in eccesso (mai più di 70-80 grammi di pasta al giorno), da lipidi (cioè grassi: olio, formaggi, latticini, ecc…) e dalle proteine (cioè, carne, preferibilmente bianca, o meglio pesce o legumi): il tutto di buona scelta. 

3. Consumare tutti i giorni almeno due porzioni di verdure, possibilmente fresche, e due o tre frutti. 

4. Evitare gli zuccheri semplici (dolci di varia natura, eccesso di bevande zuccherate, caramelle, cioccolatini, ecc…) 

5. Evitare il più possibile grassi saturi (formaggi di ogni tipo, insaccati, dolci al cucchiaio, condimenti vari, frutta secca, ecc…) 

6. Non consumare mai più di tre cucchiai di olio al giorno. 

7. Bere molta acqua (almeno 1 litro e mezzo di acqua fuori dai pasti) e fare almeno 4 o, addirittura, 5 piccoli pasti al giorno, evitando gli snack ed i panini.

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