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pagina 2 - SPECIALE SORDITA’ - PUNTI DI VISTA | |||
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| Intossicati dal rumore | ||||
| di Diego Fabra - e-mail | ||||
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Esiste una zona del nostro cervello, chiamata talamo, che filtra la maggior parte dei segnali acustici presenti nell'ambiente. Un professore di clinica neurologica spiegava a noi studenti di sesto anno che, se il talamo smettesse di funzionare, noi impazziremmo. Si, perché la quantità di stimoli acustici che la nostra mente può sopportare non è infinita… anzi. Uno dei problemi delle generazioni attuali è, dunque, la congestione, l'esagerata stimolazione del nostro cervello: segnali provenienti da organi di senso a contatto continuo con la tecnologia, ambienti poco naturali, cicli di lavoro (e persino divertimenti) caratterizzati da rapidità, rumori ed esagerata densità decisionale.Tutto ciò inquina una mente spesso desiderosa di quiete, silenzi, spazi, colori naturali. In questo contesto l'inquinamento acustico è, forse, il più emblematico dei fenomeni d'intossicazione tecnologica: è quello più facilmente intercettabile, e, purtroppo, scontatamente presente. Eppure, ormai è di dominio pubblico: i rumori causano problemi al cuore, al sistema nervoso, alla digestione e ad alcuni organi di senso. Troppa adrenalina, troppi adattamenti neuro muscolari agli stimoli eccessivi, troppa indigestione di suoni sgradevoli caratterizzano la civiltà del progresso, drammaticamente protesa sul ciglio della nevrosi. In questo panorama un po' tutti noi siamo spinti a parlare, più che udire. Lo insegna mamma TV che propone scaramucce verbali, opinioni, dibattiti conditi da rumori di ogni tipo. Siamo impegnati a dire, anche senza avere alcuna voce in capitolo. Ad ascoltare per paura dei silenzi. Si, perché, spesso, è la profondità del silenzio (che richiede serenità interiore) che vorremmo evitare. Così vediamo sempre più gente con auricolari, ipode, mp3, cellulari in funzione perenne. L'inquinamento acustico somiglia, così, sempre più alla ricerca delle sostanze tossiche più ordinarie (fumo e alcol): stordisce le ansie, le paure, le fobie e, in definitiva, allontana l'uomo dal suo compito primario: pensare. |
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