terapia-iperbarica
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La terapia iperbarica, un utile strumento per la cura delle patologie più differenti

La camera iperbarica è un ambiente pressurizzabile con aria tale da aumentare la pressione interna in modo controllabile, di dimensioni tali da potere ospitare un certo numero di pazienti compresi i barellati, mentre deve essere dotata di un ambiente riservato all’accesso rapido del personale sanitario. Le patologie trattate attraverso questo strumento sono l’Embolia gassosa arteriosa, la malattia da decompressione, l’intossicazione da CO e da sostanze solfometaemoglobinizzanti che sono frequenti tra chi fa sport subacquei ed è agli inizi. Tuttavia, il suo utilizzo si è esteso anche alla cura della Gangrena gassosa da clostridi, dell’Infezione da flora batterica mista e della Gangrena umida delle estremità in persone con diabete (come nel caso del piede diabetico). Altri usi riguardano la Sindrome da schiacciamento, la Sordità improvvisa, le Osteomieliti, i Trapianti o lesioni chirurgiche a rischio, Insufficienze vascolari, le Fratture a rischio di scarso consolidamento, le Algodistrofie post traumatiche e necrosi asettica, oltre alle Patologie retiniche. Dopo essere entrati dentro la camera iperbarica ed essersi accomodati sugli appositi sedili, viene chiuso il portello di accesso e si dà inizio alla pressurizzazione, effettuata tramite l’introduzione di aria compressa. Durante la pressurizzazione si avvertirà un aumento della temperatura e una sensazione di spinta nella parte interna dell’orecchio (timpano). La temperatura è regolata dal personale tecnico addetto al controllo, mentre la pressione nel timpano è equilibrata, quando l’assistente sanitario effettua le manovre opportune all’interno della camera. Raggiunta la profondità di terapia, s’inizierà a respirare ossigeno puro tramite le mascherine a disposizione, indossate con l’aiuto del personale accompagnatore. È sufficiente inspirare con la bocca o col naso per avere ossigeno, i respiri devono essere profondi e regolari, dopo venti minuti il tecnico all’esterno della camera dirà di togliere la maschera e si effettuerà una pausa di cinque minuti ad aria. La terapia sarà suddivisa in tre periodi di venti minuti ognuno intervallati da cinque minuti d’aria con una complessiva durata di circa un’ora e dieci. Quando a fine terapia si effettuerà la risalita si avvertirà una riduzione di temperatura mentre la pressione alle orecchie si riequilibrerà naturalmente senza dover effettuare alcuna manovra. Finita la terapia, il tecnico dirà di togliere la maschera e dopo aver aperto il portello farà uscire i pazienti dalla camera iperbarica. Per la sicurezza all’interno della camera è preferibile che i pazienti evitino l’uso di prodotti cosmetici, creme, fondotinta, rossetto, brillantina, gel ecc. mentre è opportuno che utilizzino il vestiario in cotone o fibre naturali e non quelli in i fibra sintetica come giacche, giubbotti e qualunque indumento ingombrante. Non è permesso introdurre ausili ortopedici (stampelle, ecc.) e si devono consegnare al personale addetto oggetti quali accendini, sigarette, apparecchiature elettriche ed elettroniche (protesi acustiche, radioline, lettori cd, giochi elettronici, telefonini, telecomandi ecc.). A questi, vanno aggiunti anche orologi non subacquei, penne stilografiche, pennarelli, oggetti metallici di qualsiasi tipo, scaldini elettrici o a combustibile.
Dott. Renato Mancuso

di Dott. Renato Mancuso

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