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Il caldo incipiente, alcune semplici regole per evitare malesseri

Chi soffre maggiormente il disaggio sono quelli che vivono nelle grandi città, dove la scarsa ventilazione accentua maggiormente il fenomeno. Tuttavia, i soggetti fortemente a rischio sono le persone anziane, ancora peggio se ammalati e in solitudine. La corretta prevenzione e l’adeguato stile di vita, sono il primo passo fondamentale per contrastare l’ondata di caldo che ci accompagnerà fino al 15 di settembre, secondo le previsioni. Vi riportiamo le raccomandazioni che il Ministero della Salute e le unità di protezione civile in tutte le citta hanno diramato, oltre ad essersi attivati fattivamente per un vero e proprio supporto alle fasce deboli. I principali fattori di rischio durante le ondate di calore sono l’età avanzata, in particolare le donne di età superiore ai 75 anni che vivono da sole, le patologie croniche e disabilitanti come quelle cardiovascolari, il diabete, l’insufficienza renale e respiratoria, la malattia di Parkinson e quella di Alzheimer, febbre, tireotossicosi. A questi fattori di rischio, vanno aggiunti la malnutrizione calorico-proteica e l’uso di farmaci quali quelli psicotropi in generale, amfetamine e allucinogeni, beta bloccanti, diuretici, anticolinergici (anti-Parkinson e non), fenotiazione, butirrofenoni, tiotixene. Non ultimi, va anche ricordata l’incapacità da parte dei soggetti di adottare misure idonee e accorgimenti per proteggersi dal caldo eccessivo (spesso causata da deficit cognitivi), oltre a non dimenticare i fattori ambientali e la sovraesposizione al caldo. In particolare, sono a rischio soggetti che vivono in appartamenti ai piani alti, individui senza fissa dimora, soggetti che svolgono attività o lavori in posti caldi o all’aperto e compiono sforzi fisici rilevanti. Le condizioni abitative, infatti, rappresentano un fattore di rischio di primaria importanza per i sottogruppi di popolazione più suscettibili agli effetti del calore ambientale, per via di un effetto climatico denominato “isola di calore urbana”, che investe chi vive in una situazione urbana o metropolitana. Il corpo disperde naturalmente il calore, ma in caso di caldo eccessivo possono intervenire numerosi fattori a limitare questa capacità di autoregolazione rispetto alla vita in un ambiente rurale. I centri urbani, infatti, si caratterizzano per una ridotta ventilazione, una maggiore concentrazione di presidi meccanici che generano calore e una maggiore densità di popolazione.
Il ministero della Salute suggerisce 10 semplici regole comportamentali in grado di limitare l’esposizione alle alte temperature, di facilitare il raffreddamento del corpo e di evitare la disidratazione, riducendo i rischi nelle persone più fragili. Innanzitutto, occorre uscire di casa nelle ore meno calde della giornata, evitando le ore più calde che vanno dalle 11.00 alle 18.00. Se si esce in questa fascia oraria non si deve dimenticare di proteggere il capo con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole, proteggendo, inoltre, la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo. È necessario anche indossare un abbigliamento adeguato e leggero. Sia in casa sia all’aperto, è preferibile indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali per assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute. Occorre, oltre a tutto, rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro, schermando le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende, ecc.. In questo caso, è preferibile chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte). Se si utilizza l’aria condizionata, si ricorda che questo efficace strumento va utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze sulla salute ed eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di utilizzarli preferibilmente nelle giornate con condizioni climatiche a rischio, di regolare la temperatura tra i 24°C – 26°C, di coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo, di provvedere alla loro manutenzione e alla pulizia regolare dei filtri, evitando l’uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia.
Per ridurre la temperatura corporea, è consigliato fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca, ponendo in caso di temperature molto elevate un panno bagnato sulla nuca. Inoltre, è preferibile anche evitare di praticare all’aperto attività fisica intensa o lavori pesanti nelle ore più calde della giornata. È indispensabile bere con regolarità ed alimentarsi in maniera corretta, preferibilmente con cibi leggeri e ad alto contenuto di acqua (frutta e verdura), dissetandosi con almeno 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani devono bere, anche se non ne sentono il bisogno, mentre si deve evitare di prendere alcolici, limitando l’assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Occorre porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti ed evitare di lasciarli all’aperto per più di 2 ore. Se, poi, si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire, è necessario aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Occorre prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificando che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina, non si devono lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo. Non si deve dimenticare di leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci e di conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. In questo senso, è d’obbligo conservare in frigorifero i farmaci, per i quali è prevista una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C. In caso di problemi, è necessario segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante la terapia farmacolgica, senza sospendere mai di propria iniziativa la terapia in corso nel caso delle persone con patologie croniche. In questo caso, nei periodi prolungati di caldo intenso, occorre prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc.

Fonte: Ministero della Salute, giugno 2014

di Redazione

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