Volontariato

In Sicilia il volontariato si difende bene

Le associazioni di volontariato, afferenti alla legge regionale 22/94, sono 2.200 distribuite per le 9 province che comprendono quasi 132mila soci e oltre 23mila volontari. Le domande che, spesso, emergono sono varie quali di cosa si occupano, da chi e come sono gestite, quale ruolo hanno nella società, ecc.. Tuttavia, gran parte di questa componente importante della società è sconosciuta ai più, così come non si conosce il valore reale che queste associazioni possiedono. Perciò, i Centri di Servizio per il Volontariato della Sicilia (Cesvop Palermo, Cesv Messina, CSVe Catania), in collaborazione con il Co.Ge. Sicilia, hanno promosso un’indagine conoscitiva. La ricerca è stata condotta tra il 2014 e il 2015 sotto la supervisione di un Comitato tecnico‐scientifico composto da nove componenti (due del Co.Ge. e due per ognuno dei tre CSV, più un esperto) che è stata presentata, di recente, a Palermo. Dopo che l’indagine si svolta in due fasi, i risultati emersi sono sorprendenti. Infatti, le 1168 O.d.V. che hanno risposto, 463 organizzazioni sono pertinenti al C.S.V. di Palermo, 88 al C.S.V. di Messina e 583 al C.S.V. di Catania. Queste associazioni sono impegnate in 2.843 settori di attività segnalati, pari a circa 2,5 settori di attività per ciascun’organizzazione, mentre i settori prevalenti di attività sono l’Assistenza sociale e Protezione civile, la Cultura, sport e ricreazione e la Sanità. Preferibilmente, le associazioni operano a livello comunale e poche a un livello più ampio. L’80% delle OdV dichiarano di essere iscritte al Registro regionale delle organizzazioni di volontariato. Chi ha fruito dei servizi erogati dai CSV siciliani, ha riportato un livello di soddisfazione molto elevato per tutte le sei categorie di servizio (logistici, di consulenza, formazione, progettazione sociale, promozione del volontariato, informazione e comunicazione).
Le organizzazioni, inoltre, mirano, con il contributo del CSV di riferimento, soprattutto al rafforzamento della loro autonomia economica e al maggiore coinvolgimento di giovani volontari. In termini di programmazione, le due esigenze più sentite sono quelle di incrementare il numero dei volontari a disposizione e di migliorare la qualità del servizio reso verso gli utenti al centro delle finalità delle stesse organizzazioni. L’età media dei presidenti delle associazioni è pari a 53 anni, la metà di essi è attivo nel mondo del volontariato almeno da 13 anni (un quinto di essi lo è da oltre 20 anni), ed è uomo nella maggior parte dei casi. Tuttavia, anche le donne si difendono bene, poiché i presidenti femminili hanno un’età media attorno ai 52 anni.
Esse sono attive nel volontariato nella metà dei casi da almeno 10 anni e si contraddistinguono per la presenza di titoli di studio medio alti o superiori ai loro pari grado maschili.
Ciò diversifica anche il panorama degli interessi, poiché i presidenti donna delle organizzazioni sono attive nei settori tutela dei diritti e promozione politica, sviluppo economico e coesione sociale, istruzione e ricerca e cultura, sport e ricreazione.
Al contrario, i presidenti uomo sono più comuni nelle organizzazioni che si occupano di rappresentanza degli interessi, di protezione dell’ambiente degli animali e di assistenza sociale.

Francesco Sanfilippo

di Francesco Sanfilippo

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