assessore-alla-Salute-della-Regione-siciliana-Lucia-Borsellino
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Il numero di diabetici in Sicilia è più alto della media nazionale

Ad oggi, i malati diagnosticati sono 290.000, ma c’è un buon 40 per cento che non sa ancora di essere portatore della patologia. “Una buona cura – spiega l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino – nasce favorendo un’alleanza tra il paziente, il suo medico di famiglia e lo specialista”.

PALERMO – La Sicilia ha un numero di diabetici accertati che è tra i più alti del Paese, con una percentuale che supera il 5,8 per cento della popolazione, contro una media nazionale – stando ai dati Istat del 2012 – del 5,5 per cento. E l’Isola si colloca al terzo posto tra le regioni per numero di diabetici, rapportato al numero degli abitanti, con un indice di mortalità che è superiore a quello del resto del Paese.

Nel 2011, nella popolazione generale italiana, la media di diabetici era del 4,9, in Sicilia del 5,4. Un aumento, esponenziale, anno dopo anno, che indica epidemia. E si sa quanto il diabete non controllato possa arrecare ulteriori danni alla salute. Tra le complicanze, la retinopatia che può portare, nel tempo, alla cecità, patologie cardiache, renali, neurologiche e possibili amputazioni degli arti inferiori. In questo panorama seriamente preoccupante, nasce l’indagine sul diabete in Sicilia, realizzata da AZ Salute con la collaborazione dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, le nove Asp territoriali, i medici diabetologi. Dall’indagine emerge una situazione fortemente inquietante, ma anche un impegno regionale di grande spessore organizzativo, tanto che il Piano Sanitario Regionale ha incluso il diabete tra le priorità di intervento, alla luce del particolare impatto epidemiologico sul territorio.

Prevalenza
Ad oggi, sono poco più di 290 mila i siciliani che hanno ricevuto una diagnosi di diabete. Di questi, intorno al 10 per cento è affetto da diabete di tipo 1, il cosiddetto diabete giovanile o insulino-dipendente. E i casi attesi sono quasi 4.000 nella fascia di età 0-17 anni, in buona percentuale con diabete di tipo 1.

Ben 190.000 diabetici sono in età 18-69 anni, il resto sono over 70. Ed è noto che la prevalenza del diabete aumenta con l’età, fino a raggiungere il 20,3 per cento nelle persone con età uguale o superiore ai 75 anni. E si stima che per ogni due-tre persone con diabete ce ne sia una che ancora non lo sa. Nell’Isola, ci sarebbe il 30-50 per cento di diabetici non diagnosticati, percentuale che porterebbe i siciliani portatori della malattia ad oltre 400.000.

Negli ultimi anni, si assiste ad un significativo cambiamento del diabete di tipo 2 (intorno al 90% dei casi). Fino a pochi anni fa, era una patologia che colpiva in età adulta, oggi si sta diffondendo anche tra i giovani. Tra le cause, l’aumento dell’obesità tra i giovanissimi, fenomeno che, oggi, arriva a toccare anche il 30 per cento in età scolare.

Inevitabilmente, il diabete e le sue complicanze emergono come una delle più importanti minacce per i cittadini e per le risorse sanitarie, oggi sempre più esigue.

«Il diabete in Sicilia sta galoppando verso un’epidemia. E come se non bastasse – dice la professoressa Carla Giordano, ordinario di endocrinologia all’università di Palermo e membro del consiglio nazionale della Società Italiana di Endocrinologia – si assiste alla presenza di diabete “doppio” una forma emergente dove diabetici di tipo 1, insulino-dipendenti, hanno anche le caratteristiche del tipo 2, un fenomeno che prima non si osservava».

«Purtroppo, – aggiunge Carla Giordano – l’attuale crisi che attraversa il Paese sta peggiorando le cose. Siamo di fronte ad una nuova emergenza. Abbiamo tante famiglie in difficoltà economica che si nutrono di pane, pasta, patate. E il diabete 2 aumenta. Sembra che spendiamo molto in farmaci, ma la situazione da noi sta assumendo toni drammatici».

Per il diabete di tipo 1, l’avvocato Gerlando Calandrino, dell’Associazione Insieme per il Diabete, suspica, tra l’altro, un supporto psicologico per i genitori, subito dopo la drammatica diagnosi per un loro figlio di questo tipo di diabete e l’attivazione di un Registro regionale per avere una visione più analitica del fenomeno e una più precisa previsione di spesa. Altro punto cruciale è l’inserimento in ambito scolastico del bambino diabetico.

Ospedalizzazione
Sono intorno a 46.000 i siciliani portatoti di diabete che, ogni anno, fanno ricorso a ricoveri ospedalieri in regime ordinario per qualsiasi causa, con un picco di ospedalizzazione negli anziani tra i 60 e i 70 anni. Solo nel campo della diagnosi sono quasi 7.500, la maggior parte donne (54,8 per cento), una tendenza che vede in prima linea Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani, mentre per le province di Agrigento e Caltanissetta si evidenzia una maggioranza negli uomini.

L’Asp con più ricoveri ospedalieri è Palermo, con 10.329, seguita da quella di Catania (9.746), Messina (6.746), Agrigento (4.631), Trapani (4.424), Siracusa (3.442), Caltanissetta (2.921), Ragusa (2.699), Enna (1.895).

Aderenza alle cure
Nella fascia d’età 18-65 anni, il 30% di questi diabetici ha sofferto di almeno una complicanza. Le più frequenti, la retinopatia diabetica (20%) e la cardiopatia ischemica (15%). Meno, nella popolazione siciliana, sono quelle a carico dei reni (4%), ictus (3%) e amputazioni (1%).

Nei diabetici dell’Isola, tra i fattori di rischio che aumentano le complicanze e la mortalità figura al primo posto l’obesità e il sovrappeso (74%), poi l’ipertensione arteriosa (52%), alti livelli di colesterolo nel sangue (39%), fumo di sigaretta (36%).

Purtroppo, solo il 5% dei diabetici esegue regolarmente tutti i controlli previsti dalle linee guida delle società di diabetologia per il controllo delle complicanze. «Importante è garantire l’accesso alle cure ed alle campagne di prevenzione, con un occhio attento alle fasce più deboli e di basso livello socio-economico, fascia in cui si registra la più alta incidenza di ricovero e mortalità», commenta il dottore Salvatore Scondotto, dirigente dell’Osservatorio Epidemiologico – Dasoe – dell’assessorato della Salute della Regione Siciliana.

L’Osservatorio ha uno scopo importante per la salvaguardia della salute dei cittadini, monitorando di continuo le patologie che impattano sull’Isola.

«Diabete e scompenso – osserva l’assessore della Salute della Regione Siciliana, dottoressa Lucia Borsellino – sono tra le patologie a maggiore impatto sulla popolazione siciliana e sulle quali si concentra, prevalentemente, la programmazione sanitaria regionale e locale. Recenti provvedimenti hanno dato, sul piano organizzativo, un forte impulso alla gestione integrata di queste patologie, come dimostrano i dati relativi alle attività scaturenti da una maggiore attenzione allo sviluppo della rete dei servizi sul territorio. Anche il recente provvedimento per il monitoraggio delle prescrizioni rientra tra le azioni di maggiore appropriatezza, a tutela dei pazienti e a supporto degli operatori, per l’attuazione delle quali l’assessorato, oggi, può fornire idonei strumenti ed evidenze per il governo clinico. Una buona cura, infatti, nasce favorendo un’alleanza tra il paziente, il suo medico di famiglia e lo specialista».

Trattamenti
I siciliani in trattamento farmacologico con insulina o antidiabetici orali, a carico del Servizio sanitario regionale, sono circa 200.000. Il restante trova, al momento, un equilibrio con la dieta.

Numero di diabetici per Asp di appartenenza
Secondo i dati più aggiornati forniti dall’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, l’Asp di Palermo ha il più alto numero di assistiti: 42.437. Catania ne ha 36.646, Messina 23.879, Siracusa 23.843, Trapani 19.725, Agrigento 18.775, Ragusa 14.857, Caltanissetta 9.488, Enna 8.963.

Nel corso del 2011, la spesa media pro capite è risultata essere intorno ai 2.500 euro. Il valore più elevato è stato registrato nell’Asp di Messina (2.674), mentre quello più basso è stato osservato nell’Asp di Agrigento (2.192).

Se moltiplichiamo la media di 2.500 euro l’anno per il numero di assistiti, si arriva ad una cifra che sfiora i 500 milioni di euro l’anno, senza contare le complicanze e i ricoveri ospedalieri. Ecco l’importanza della prevenzione che dovrebbe essere intensificata.

Mortalità
Il diabete, con i suoi circa 2.500 decessi l’anno per mancata prevenzione delle complicanze, costituisce la quarta causa di mortalità nella popolazione siciliana, mortalità che risulta essere superiore a quella del resto del Paese, in particolare tra le donne, con un 40% in più rispetto agli uomini.

COSA È STATO FATTO
Per la realizzazione di un sistema di interventi per i pazienti affetti da diabete, caratterizzato da un approccio multidisciplinare, l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana ha promosso meccanismi di integrazione delle prestazioni sanitarie e sociali. A tal fine, è stato concordato il coinvolgimento dei medici di famiglia nel “governo clinico” del paziente, anche attraverso la compilazione e la trasmissione di schede, cosa che ha permesso, da parte dell’80% dei medici di medicina generale, la segnalazione ai distretti sanitari, di circa 175.000 persone affette da diabete mellito di tipo 2. «Oltre a costituire un set di dati utili alla programmazione regionale questa raccolta di informazioni ha permesso ai distretti di ottenere informazioni sulla gestione dei residenti diabetici nel proprio territorio al fine di elaborare strategie mirate al miglioramento dell’assistenza», spiega il dottore Francesco Paolo La Placa, dirigente del Servizio 8 del Dipartimento pianificazione strategica, assistenza territoriale.

Nell’ambito della riorganizzazione dei distretti, si è puntato, in particolare, sull’avvio dei Presidi Territoriali di Assistenza. L’obiettivo è quello di fornire una risposta integrata ai bisogni di salute della popolazione. Ad oggi, ne sono stati realizzati 50.

Inoltre, è stato avviato il registro dei pazienti cronici del distretto, sportelli dedicati per facilitare ai pazienti gli accessi a “pacchetti” di visite ed esami, eseguiti in modo coordinato, mentre spazio, in via sperimentale, è stato dato agli Ambulatori di Gestione Integrata. Qui, il medico di famiglia visita unitamente allo specialista, con il supporto del servizio infermieristico. Alla fine del 2012 ne erano stati attivati 46 in tutte le ASP e presi in carico 13.410 diabetici di tipo 2. Importante è anche risultato il coinvolgimento delle strutture ospedaliere nella gestione integrata. Una novità è rappresentata dalle Aggregazioni Funzionali Territoriali, luogo di confronto e di condivisione dei medici sulle linee guida e i percorsi assistenziali integrati.

COSA RESTA DA FARE
Raggiungere gli standard previsti per i Presidi Territoriali di Assistenza. Valutare i dati sull’efficacia della gestione integrata (dati su ricoveri, farmaci, prestazioni specialistiche), anche attraverso la Banca dati Assistiti. Definire il percorso informativo-informatico per la gestione delle patologie croniche. Aggiornare e potenziare i sistemi di monitoraggio. Rivalutare le esperienze e, se del caso, riorientare le risorse. Inoltre, è importante attivare in tutte le ASP le Aggregazioni Funzionali Territoriali e realizzare una maggiore integrazione dei medici di assistenza primaria nel distretto

di Redazione

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