Spondilite anchilosante, una malattia che interessa 18.000 italiani


Notice: Undefined index: tie_hide_meta in D:\inetpub\webs\nellattesait\wp-content\themes\sahifa\framework\parts\meta-post.php on line 3

Spesso un banale mal di schiena nasconde dei problemi di ben altra natura ed uno di questi è rappresentato dalla Spondilite Anchilosante.

La Spondilite Anchilosante (SA) è una patologia cronica inserita nel gruppo delle Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni, che colpisce la colonna vertebrale.

La patologia causa l’infiammazione della colonna vertebrale, delle articolazioni sacroiliache (dove la colonna vertebrale si collega al bacino) e delle articolazioni costovertebrali (dove le coste si articolano alla colonna vertebrale) detta anche spondilite.

La SA è più diffusa negli uomini che nelle donne, con una proporzione di 3:1. Si manifesta intorno ai 20 anni, ma non è ancora chiaro perché la SA si riveli, ma si crede che la componente genetica sia in parte responsabile.

La SA è associata a diversi geni (principalmente HLA-B27) che sono trasmessi per via familiare.

Uno studio ha evidenziato che questi geni sono responsabili del 20-50% dei casi di trasmissione ereditaria della SA. Nella SA non trattata, quindi, l’anchilosi si manifesta nella colonna vertebrale e nelle articolazioni sacroiliache, fenomeno che rende questa regione corporea rigida e meno flessibile.

Infatti, questa malattia nasce, quando nelle cartilagini articolari vi è una infiltrazione di macrofagi ed altre cellule del sistema immunitario.
Queste cellule provocano un’infiammazione dell’articolazione che, se non curata, darà vita ad un tessuto “cicatriziale” (si cicatrizza e si irrigidisce) formando dei “ponti ossei” tra le articolazioni che, quindi, non si possono più muovere liberamente.
“Sembra un banale mal di schiena. Si pensa per anni a posture scorrette e sforzi fisici a carico della colonna vertebrale, invece si scopre che si tratta di Spondilite anchilosante (Sa).
Malattia poco conosciuta ma per la quale è necessaria una diagnosi precoce. In un’alta percentuale dei casi, la diagnosi resta misconosciuta per alcuni anni”.
Lo ha affermato Ilaria D’Emilia, reumatologa dell’Istituto Neurotraumatologico Italiano, dove è responsabile del Centro Antares per Farmaci Biologici.
“La ragione di questo ritardo nella diagnosi”, chiarisce D’Emilia, “sta nel fatto che il sintomo di esordio della malattia è spesso una lombalgia persistente.

Solo dopo un’attenta valutazione, da parte di uno specialista, è possibile sospettare la natura infiammatoria di tale lombalgia ed arrivare ad una diagnosi più precoce”.
Oltre al mal di schiena, gradualmente, giungono altri sintomi che rendono inequivocabile la diagnosi: postura scorretta durante i movimenti, difficoltà nel flettersi, fino a sviluppare persino una difficoltà nella respirazione, per coinvolgimento della muscolatura respiratoria.

In quel momento purtroppo, i danni causati dalla malattia non sono reversibili.
Negli ultimi anni, l’utilizzo delle tecniche di imaging sempre più perfezionate, in particolare della Risonanza Magnetica, ha aiutato a diagnosticare la Spondilite Anchilosante nelle fasi precoci di malattia, ancor prima che vi sia la positività radiografica.
Quanto ai farmaci, l’’introduzione, negli ultimi due decenni, dei Farmaci Biotecnologici ha cambiato radicalmente la cura di questa patologia.
La terapia fisica riveste una notevole importanza, poiché una rieducazione posturale globale, eseguita da terapisti esperti, mobilizza la colonna bloccata, in particolare se associata ad una ginnastica respiratoria. In questo modo, si contrasta la tendenza ad una forma costrittiva di insufficienza respiratoria.

Francesco Sanfilippo

di Francesco Sanfilippo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *